Pilati (Cdx) sulle unioni civili: ecco perchè ho votato no

Pilati (Cdx) sulle unioni civili: ecco perchè ho votato no

Il mese di settembre il Consiglio Comunale di Marsciano ha approvato l’istituzione del registro delle coppie di fatto con il voto contrario dei consiglieri Rabica (Proposta Marsciano) e Pilati (Centrodestra Marsciano); è con una nota stampa che Andrea Pilati spiega le motivazioni del suo no.

“Non c’è chiusura a priori, né alcun intento discriminatorio – afferma il consigliere di opposizione – Nell’affrontare il tema, Centrodestra Marsciano non può che individuare nella famiglia tradizionale, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna, il fulcro centrale della nostra società e dei nostri valori, nella piena consapevolezza che questa impostazione – abbracciata anche dal Codice Civile – non deve essere sostituita e/o alterata, in particolare per quanto riguarda il delicatissimo tema delle adozioni – tema su cui fortunatamente il Consiglio Comunale non ha modo di incidere. Tuttavia riconosciamo la necessità di definire una normativa che permetta di regolare i diritti civili ed individuali, senza mettere in discussione il modello di riferimento”.

“Il tentativo di inserirsi localmente è indice unicamente della volontà di mettere una bandierina, quella del PD, su una tematica la cui trattazione è e deve essere di pertinenza esclusivamente nazionale.

Questa tendenza, espressa da alcuni Comuni, può definirsi con il termine di “municipalismo etico”.

L’intervento del Comune è del tutto sovra-abbondante ed eccede le sue sfere di competenza, tanto che è lo stesso testo proposto a specificare che la valenza di questo Registro è “esclusivamente amministrativa”, in attesa di un intervento legislativo.

In concreto si vuole ingenerare nel cittadino l’idea di poter risolvere in via amministrativa una questione ancora bloccata a livello legislativo.

Al di fuori di una valida ed efficace cornice giuridica che regoli le coppie di conviventi, ci chiediamo come possano gli incaricati del Comune identificare i requisiti di questa unione: saranno i dipendenti comunali a stabilire quando sono di fronte ad un “vincolo affettivo, inteso quale reciproco impegno all’assistenza morale e materiale”? Vincolo che tra l’altro non ha alcuna stabilità in quanto la stessa dichiarazione che lo “istituisce” può annullarlo il giorno dopo”.

“In assenza di una cornice normativa, l’unico soggetto che dovrebbe decidere sulla tematica è il Parlamento, che per sua natura tiene conto di tutte le sensibilità presenti sul territorio nazionale, così da creare una uniformità, imprescindibile su un tema etico così importante e delicato.

Su una tematica di questo tipo potrebbe essere addirittura opportuno il ricorso allo strumento del referendum, per cogliere la reale tendenza di tutti i cittadini italiani, così come si è già verificato per il divorzio, l’aborto, la fecondazione eterologa ovvero materie che vanno ad incidere profondamente su convinzioni etiche strettamente personali.

Il nostro diritto civile è già molto elastico e dotato di strumenti in mano alle coppie di fatto per regolamentare il rapporto di convivenza; i cosiddetti accordi di convivenza, redatti su iniziativa del Consiglio Nazionale del Notariato, permettono di regolare i principali aspetti patrimoniali delle famiglie di fatto (diritti di abitazione, mantenimento, proprietà dei beni, norme testamentarie)”.

“Non si vede pertanto la necessità di un Registro delle Unioni Civili che non rappresenta altro se non una forzatura ideologica su un tema di carattere nazionale e non locale”.