Post-sisma. Pilati: bando irregolare. Ennesimo fallimento del Pd regionale?

Post-sisma. Pilati: bando irregolare. Ennesimo fallimento del Pd regionale?

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a nome di Andrea Pilati, Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia, Coordinamento comunale di Forza Italia Marsciano, nonché consigliere d’opposizione nel nostro comune. All’origine di questo intervento c’è l’ordinanza con cui la Presidente Marini, in qualità di vice-commissario straordinario per la ricostruzione, autorizzava molti comuni umbri ad assumere determinate figure da impiegare a supporto della ricostruzione post-sisma. Tutto giusto, se non fosse che alcuni dei comuni, tra questi anche Marsciano , non avrebbero potuto attivare bandi per quelle selezioni, in osservanza del patto di stabilità, non derogabile al di fuori delle amministrazioni del “cratere”. Di seguito il testo del comunicato:

“Il terremoto che ha colpito di recente alcuni Comuni della nostra regione ed altri nelle regioni vicine, oltre ad aver causato ingenti danni, ha messo in luce le gravi carenze del Sistema PD nazionale e regionale, il cui vice-commissario straordinario per la ricostruzione in Umbria è la stessa Presidente Marini.

Moltissimi errori si sono accavallati l’uno sull’altro, a partire dallo Stato Centrale che ha gestito e sta gestendo la fase emergenziale del sisma in maniera confusa ed approssimativa, al punto che ad oggi la situazione è sfuggita di mano anche a causa di modalità e prassi del censimento danni che variano da Regione a Regione e da Comune a Comune, generando incertezza nei cittadini coinvolti e nei professionisti in campo.

Per una pretesa esigenza di controllo e vigilanza sono state imbrigliate le autorità locali in un eccesso di burocrazia; tutte le procedure sono state rese esageratamente complesse con l’effetto di paralizzare le attività urgenti, necessarie per la gestione veloce ed efficiente dell’emergenza. Tanto per fare un esempio, sono state imposte gare di appalto per opere di primaria importanza per le quali sarebbe stato più opportuno, in questa prima fase, procedere con celerità, magari attribuendo alle autorità locali poteri straordinari che consentissero loro di provvedere alle prime necessità dei cittadini con reale capacità di risposta. Lo stesso inaccettabile ritardo nell’arrivo delle casette è una conseguenza della pesante burocratizzazione, senza considerare che nel ’97 il provvedimento per la ricostruzione pesante era stato predisposto in pochissimo tempo, mentre ad oggi, dopo oltre 6 mesi dal primo evento sismico che ha distrutto diversi comuni umbri, non c’è ancora traccia dell’ordinanza per la ricostruzione pesante e nessuna notizia degli istituti di Credito disposti ad operare il credito d’imposta previsto dalla normativa nazionale.

In questa situazione appena descritta si inserisce quello che potrebbe essere l’ultimo grossolano errore commesso dalla Regione Umbria. Con l’ordinanza n.1 del 20 dicembre 2016 il vice-commissario straordinario per la ricostruzione, Presidente Marini, autorizzava molti Comuni umbri, individuati analiticamente in un apposito elenco allegato alla ordinanza stessa, ad assumere personale con profili tecnici, amministrativi ed esperti di protezione civile aggiuntivi come supporto nella gestione delle pratiche legate al sisma.

Peccato che il 07 marzo 2017 il commissario straordinario di governo alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del centro Italia del 2016 sembra abbia bocciato il provvedimento regionale. Tutto ciò perché la Regione Umbria ha esteso la facoltà di assunzioni straordinarie a Comuni non compresi nell’originario elenco degli aventi diritto. In particolare, la possibilità di assumere in deroga al patto di stabilità era valida unicamente per i Comuni facenti parte del cratere sismico.

Tutti quelli non appartenenti a questa cerchia più ristretta si potrebbero ritrovare quindi ad aver aperto procedure, bandi e/o altre forme di selezione che non dovevano essere attivati.

Se tutto sarà confermato, molti saranno in grave imbarazzo; a Marsciano ad esempio il termine per la presentazione della domanda per l’assunzione a tempo determinato di un Tecnico (profilo D) scadeva l’8 marzo, ma in altri comuni era già scaduto e si era provveduto anche all’assunzione.

Una figura pessima nei confronti di tutti coloro che hanno speso soldi e tempo per un posto di lavoro, seppur a tempo determinato, che non poteva essere assegnato e che con buona probabilità sarà revocato a chi dovesse averlo già ottenuto. Stiamo a vedere l’evolversi della vicenda, ma sembra di essere davanti all’ennesimo fallimento di una politica incapace di far fronte anche alla più semplice delle questioni; non è questa la serietà che ci si aspetta dai nostri amministratori e chi ci va di mezzo sono sempre i cittadini.”