Poste italiane: un servizio in quarantena

Poste italiane: un servizio in quarantena

Un solo ufficio postale per l’ampio territorio comunale e per di più con orario ridotto praticamente del 75%. Protestano cittadini e istituzioni. Francesca Mele chiede un incontro, mentre una cittadina ci scrive la sua rabbia

Un servizio essenziale in tempi “normali”, che nel periodo emergenziale che stiamo vivendo viene riorganizzato in maniera drastica, non lasciando scelta agli utenti se non quella di fare la fila nell’unico ufficio ancora aperto e con orario ridotto. Poste Italiane ha scatenato così le proteste di cittadini e istituzioni, che insieme hanno sollevato la voce contro la scelta di lasciare un solo ufficio territoriale e di ridurre l’orario di apertura alla sola mattina di tre giorni alla settimana.

E mentre la Sindaca chiede in tutta fretta una “interlocuzione volta ad intervenire sulle modalità di erogazione dei servizi” una cittadina ci scrive sfogando la propria frustrazione. Francesca Mele, nello specifico, sottolinea come “le decisioni (di Poste Italiane) producano un effetto contrario rispetto a quanto perseguito dal Governo Centrale”, poiché “obbligano gli utenti a dover trascorrere più tempo fuori dalle proprie abitazioni”.

Una richiesta che si trasforma ben presto in minaccia, nel caso non ci siano tempestivi interventi “per tutelare la salute dei cittadini che mi onoro di rappresentare”. “Mi riservo di valutare ogni azione nei Vostri confronti – continua Mele – compresa la possibilità di presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio, sussistendone evidentemente tutti i presupposti. Nell’eventualità in cui la diffusione del virus fosse accentuata ed agevolata da quanto sopra descritto, potrebbero configurarsi ben altri elementi di rilevanza penale riconducibili al Vostro comportamento”.

Parole, queste della sindaca, che fanno il paio con quanto inviatoci da una privata cittadina e che dimostrano da una parte come il problema sia sentito e reale, dall’altra come la soluzione poteva probabilmente essere trovata (o discussa) ben prima di prendere una decisione tanto drastica. Ecco di seguito la lettera.

È di questi giorni la notizia trovata affissa sulla porta d’ingresso dell’ufficio postale di Marsciano della riduzione d’emblée dei giorni di apertura che da sei a settimana passano a tre (lunedì-mercoledì-venerdì) e, come se non bastasse, anche degli orari che dalla modalità del doppio turno (8.20-19.05) passano al turno unico (8.20-13.35).

Il bello è che questa decisione sopraggiunge quando Poste Italiane aveva già disposto la chiusura di tutti gli uffici sparsi sul territorio comunale (Spina- Castiglione della Valle – Cerqueto – Papiano – San Valentino) e quindi nella piena consapevolezza che tutta l’utenza dell’intero territorio marscianese si sarebbe così riversata, inevitabilmente, sull’unico ufficio aperto di Marsciano con i conseguenti prevedibili disagi e disservizi causati da lunghe code ed ore di attesa come puntualmente si è verificato e si sta verificando.

Ma come si legge nell’avviso Poste Italiane, evidentemente al fine di evitare ai cittadini di doversi allontanare troppo dalla propria abitazione, si è preoccupata di dare un suggerimento, ovvero, di “consultare il sito internet per conoscere l’Ufficio Postale più vicino”; suggerimento che sinceramente sa un po’ di presa in giro visto che, adesso, dopo la chiusura degli uffici periferici, quelli più vicini si trovano nei comuni limitrofi dove invece il cittadino marscianese non può certo recarsi visto il divieto di spostarsi in un comune diverso da quello in cui risiede!

Se tutto ciò non accadesse in un momento così delicato ed in piena emergenza sanitaria ci sarebbe davvero da ridere della grave disorganizzazione ed inefficienza del sistema Poste Italiane; basti pensare che anche la sottoscritta, recatasi all’ufficio postale venerdì 20 – giorno di apertura – ha invece trovato chiuso essendo in corso lavori straordinari di pulizia e di sanificazione degli uffici come riferito da un portalettere presente al momento (e abbastanza costernato).

La situazione che si è creata a seguito dei provvedimenti adottati da Poste Italiane ha veramente dell’incredibile: mentre il Governo Italiano con i vari DPCM che si sono susseguiti in questi giorni ha dettato delle disposizioni ben precise per evitare il diffondersi del virus, Poste Italiane ha adottato una serie di provvedimenti che invece sembrano andare nel segno diametralmente opposto.

La contrazione dei servizi ha comportato infatti per i cittadini marscianesi di dover trascorrere più tempo fuori casa costretti a fare la fila per ore ed a trovarsi così inevitabilmente in assembramenti che aumentano il rischio di esposizione al virus e quindi di contagio; ciò soprattutto in considerazione del fatto che alcune persone potrebbero essere inconsapevolmente portatrici dell’agente patogeno seppure asintomatici.

Per altro l’interesse del cittadino a veder salvaguardato l’esercizio in sicurezza di un servizio essenziale deve essere contemperato con il diritto degli operatori a veder tutelata la propria salute ed anche su questo ultimo punto il comportamento di Poste Italiane appare deficitario non avendo, per esempio, predisposto barriere in plexiglass per chi lavora fronte pubblico o dotato i dipendenti di un numero adeguato di dispositivi di protezione individuale.

È sinceramente impensabile che la situazione sopra descritta possa rimanere tale per l’intero periodo di emergenza; auspico che Poste Italiane possa rimodulare in breve tempo l’organizzazione del servizio, magari confrontandosi con l’Amministrazione Comunale, dando seguito alle istanze già tempestivamente formulate dai Sindaci dei Comuni umbri per il tramite dell’ANCI.

A.S.