Potere al Popolo raccoglie firme (e candida una marscianese)

Potere al Popolo raccoglie firme (e candida una marscianese)

“Il circolo di Rifondazione Comunista di Marsciano sarà domenica 21 gennaio davanti alla sala Eduardo De Filippo a raccogliere le firme per presentare alle elezioni la lista di Potere al Popolo”. Il banchetto della nuova lista, che si propone come “alternativa all’intero quadro politico nazionale e unica lista popolare e di sinistra” si sta muovendo veloce verso le prossime politiche del 4 marzo. Al grido di “serve una firma!” i ragazzi di Marsciano organizzano per la seconda giornata consecutiva – dopo quella di sabato 20 – il banchetto per raccogliere le firme e potersi presentare alle elezioni: lo faranno con uno stimolo in più. Infatti tra i candidati alla Camera nella nuova lista di sinistra c’è anche la giovane compaesana Flavia Battistoni.

La 25enne, nonostante l’anagrafe possa far credere ben altro, è da molto tempo attiva nel territorio, sia a livello politico come militante, sia nel sociale: divide equamente le proprie forze in associazioni laiche e religiose, nel volontariato con persone abili e diversamente abili – in Italia e all’estero –, nel partito di Rifondazione Comunista e nelle Brigate di Solidarietà Attiva. In queste ultime si è prodigata in occasione dei terremoti del centro Italia come responsabile della raccolta materiali e fondi, ma anche per portare aiuto ai lavoratori di alcune aziende del territorio in crisi attraverso la “cassa di resistenza”.

Prima diplomata classica, poi laureata all’Università degli Studi di Perugia in Fisioterapia, ora studentessa di osteopatia a Firenze, nonché libera professionista, la candidata marscianese spiega così la sua scelta: “ho deciso di candidarmi perché credo sia possibile un’altra sinistra, credo che sia necessario dar voce a chi in questi anni ha subito precarietà, licenziamenti, sfruttamenti e taglio dei servizi sanitari e pubblici. Esiste una Sinistra di movimenti sociali, di chi si spende per il prossimo o di chi ha smesso di essere attivo perché non si riconosce in alcun contesto politico e penso sia fondamentale scendere in strada a parlare con la gente e riattivare la partecipazione”.

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