Quel volantino religioso è fascista! Esplode polemica all’Ospedale di Pantalla

Quel volantino religioso è fascista! Esplode polemica all’Ospedale di Pantalla

Patata bollente in quel dell’ospedale di Pantalla e stavolta la medicina non c’entra. Sotto i riflettori della critica ci sono però un medico, un volantino e un’associazione religosa che nella delicata vicenda possono comparire come vittime o colpevoli, a seconda dei punti di vista. Riepiloghiamo brevemente la vicenda così come la riporta Perugiatoday : il primo indiziato è un volantino che appare sulla bacheca della Cappella dell’Ospedale nel quale si prendeva posizione contro la legge sull’omofobia e che recitava testualmente “Con la legge sull’omofobia siamo tutti a rischio!”.

A scrivere quelle parole era stata un’associazione (seconda indiziata) che ha come scopo unico la “mobilitazione dei cittadini italiani di tutte le confessioni religiose in merito alle problematiche riguardanti le recenti leggi su omofobia e transfobia, teoria del gender, matrimoni e adozioni a coppie omosessuali” (parole riprese dal sito dell’associazione). Il nome dell’organizzazione è Manif pour Tous.

Il terzo ed ultimo indiziato è un medico, del quale non si conosce ancora l’identità, che avrebbe risposto a quel volantino con un foglio scritto di suo pugno, su carta intestata dell’ospedale:
“Questo manifesto è razzista e edito da un’organizzazione fascista. Vergogna ai religiosi che lo espongono!!”. Le parole di fuoco del medico sarebbero state affisse fuori della cappella e i fedeli le hanno potute leggere all’uscita dalla messa di domenica 6 luglio con lo sbigottimento che è facile immaginare.

La questione potrebbe far sorridere e forse riportare alla mente un duello Peppone-Don Camillo, magari in salsa moderna: il problema probabilmente è più complesso e potrebbe avere, ahi noi!, risvolti legali. La disputa infatti è andata avanti su “La Nuova Bussola”, quotidiano di stampo cattolico, dove si possono leggere le parole di Manif pour Tous che si dice amareggiata per quella risposta che “meriterebbe una segnalazione alla polizia, perché l’offesa gratuita ed infondata di razzista, integra un reato penale”.

Dare un giudizio obiettivo è molto difficile viste le idee (o ideologie) che vi sono implicate ma di certo la vicenda poteva essere gestita meglio. L’organizzazione religiosa, dal suo sito, parla di attacco alla libertà di espressione ma la legittimità del volantino contro la legge sull’omofobia è, almeno, un poco discutibile: in un luogo pubblico e di proprietà statale la pratica di affiggere volantini con idee religiose o propagandiste dovrebbe essere, se non vietato, almeno sottoposto a qualche vaglio. La stessa Manif pour Tous poi, parlando di questo scontro, parla apertamente di “follia ideologica dell’omosessualismo” e di “lobby gay” che vorrebbero reprimere penalmente le idee religiose a loro contrarie. La legittimità di propagandare certe idee all’interno di un ospedale pubblico ci pare un po’ precaria…

Il medico, d’altro canto, ha certo altre colpe, come quella di aver usato carta intestata dell’Azienda Ospedaliera per esprimere idee personali, condivisibili o meno che siano. I toni, per altro, non sono certo consoni ad un luogo dove gli interessi e le attenzioni dovrebbero essere rivolti ad altri problemi, ben più urgenti. Per le dispute in stile Giovannino Guareschi sarebbe meglio scegliere altri luoghi: ora spetterà al Direttore Generale dell’ospedale prendere delle decisioni in merito.