Rabbia e sfiducia: in tanti all’assemblea contro le vinacce

Rabbia e sfiducia: in tanti all’assemblea contro le vinacce

Assemblea calda e partecipata quella che si è svolta martedì sera alla Sala Capitini del Municipio sulla vicenda dello stoccaggio delle vinacce al Cerro; circa 150 i partecipanti fra cittadini e forze politiche; tutte presenti le opposizioni, così come alcuni esponenti di Proposta Marsciano e del Partito Socialista; non c’erano esponenti del Partito Democratico che ci riferiscono di non essere stati invitati all’incontro e che per questo non si sono presentati alla riunione.

Dopo l’inizio dello stoccaggio, e nell’attesa della sentenza definitiva del TAR che dovrebbe arrivare mercoledì 24 settembre, gli animi dei detrattori si sono scaldati e la rabbia, mista alla delusione, era tanta all’incontro di ieri; significativo anche il fatto che i presenti all’incontro promosso dal “Comitato no vinacce Marsciano” erano molti di più di quelli all’assemblea del Cerro della scorsa settimana convocata dall’amministrazione comunale.

Più volte è stato ribadito che non c’è più la fiducia iniziale nei confronti della maggioranza, ritenuta non più credibile dopo l’avvio dello stoccaggio in silosbag; anche il fatto che questi “salsiccioni” vengano stoccati al di fuori del piazzale asfaltato ha accentuato questa sfiducia nei confronti degli amministratori.

Durante gli interventi sono emersi differenti punti di vista: da chi continua a chiedere che la battaglia contro le vinacce venga portata avanti in modo unitario a chi chiede di presentare in Consiglio Comunale una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco e della giunta, passando per chi vorrebbe attuare atti eclatanti che portino anche al blocco della viabilità e all’occupazione dell’ingresso al deposito di stoccaggio.

Le opposizioni di sinistra hanno puntato molto sia sulla presentazione della mozione di sfiducia che su quello delle azioni eclatanti mentre i simpatizzanti del M5S hanno battuto sulla non legalità, secondo loro, dello stoccaggio che si sta facendo, sia per mancanza di specifiche autorizzazioni che per il non rispetto delle distanze di sicurezza; allo stesso tempo hanno ribadito che è necessario monitorare quotidianamente l’attività del Cerro per mantenere alta il controllo.

Il consigliere Ranieri ha proposto invece di chiamare in causa la politica regionale, visto che da più parti si punta il dito contro Palazzo Cesaroni per quello che sta avvenendo a Marsciano, e l’ex candidato a Sindaco ha avanzato l’idea di organizzare un pubblico dibattito con i consiglieri regionali Chiacchieroni e Buconi.

Giovanni Marcacci, di Proposta Marsciano, ha tentato nel suo intervento di continuare nell’unità di intenti fra amministrazione, comitati ed opposizioni in questa battaglia mentre il consigliere Cavalletti, di Marsciano Democratica, ha paventato anche il rischio di attività di combustione di CSS o di Centrali Biogas; su questo fronte Cavalletti ha trovato in accordo l’assessore provinciale Bertini che ha ribadito che l’Umbria, per sua conformazione paesaggistica e per la sua vocazione turistica e di produzioni di qualità non è adatta a sviluppare questo tipo di attività.

Federico Santi, consigliere di opposizione dell’Altra Marsciano ha puntato il dito sul potenziale ampliamento della zona di stoccaggio, anche in considerazione del fatto che al momento i silosbag sono sul terreno al di fuori dell’area asfaltata, e proprio per questo ha presentato un ordine del giorno da sottoporre ai consiglieri di minoranza e maggioranza che chiede al Sindaco di impedire alla Di Lorenzo questa beffa.

Dopo 3 ore di interventi l’assemblea si è conclusa ed ora resta solo da aspettare l’esito del giudizio del TAR, atteso mercoledì 24; quello che interessa al Comitato, da quello che è emerso dalla chiusura di Ricci, è che si trovi una soluzione politica per il Cerro e per Papiano per scongiurare lo stoccaggio di vinacce ed eventuali problemi connessi a questa attività.