Ricostruzione pesante: l’amministrazione risponde a Mattioli e Velloni

Ricostruzione pesante: l’amministrazione risponde a Mattioli e Velloni

Non si è fatta attendere la risposta dell’Amministrazione Comunale ai dubbi sollevati dai consiglieri di opposizione Mattioli e Velloni riguardo la ricostruzione pesante; la nota, diffusa nel tardo pomeriggio di giovedì, parla sia della domanda e del progetto da presentare, sia dell’UMI.
Ecco qui di seguito la nota dell’amministrazione comunale.

Per quanto riguarda la domanda da presentare – precisa l’Amministrazione – questo documento non serve a certificare il diritto al contributo in quanto esso, come stabilito dalla legge nazionale e regionale, spetta in questa fase ai proprietari di edifici, adibiti al momento del sisma ad abitazione principale o attività produttiva in esercizio, che abbiano ricevuto un’ordinanza di sgombero totale e che non siano rientrati nella ricostruzione leggera.
Da tale documento si dovrà dunque evincere:
la corretta identificazione dell’edificio interessato e di eventuali unità connesse strutturalmente;
la composizione del nucleo familiare al fine di determinare le graduatorie di esame e approvazione dei progetti.
Non esiste quindi la possibilità che tale domanda venga respinta a meno che non sia stata presentata da chi, appunto, non abbia i requisiti sopra citati.
L’unificazione, quindi, della data di presentazione di domanda e progetto è stata decisa proprio al fine di snellire i tempi e di semplificare il tutto evitando scadenze plurime. Oltre a ciò il ricevimento dell’insieme dei progetti, anziché scaglionati sulla base delle graduatorie, consentirà di avere in tempi rapidi e certi l’esatta dimensione anche del fabbisogno finanziario previsto. Un elemento molto importante per capire in quale misura potrebbero realizzarsi economie o, più probabilmente, emergere la necessità di finanziamenti aggiuntivi per intervenire anche sugli edifici che hanno sofferto di danni parziali.
L’Amministrazione precisa inoltre che, come da prassi consolidata, l’Ufficio Sisma del Comune svolgerà, insieme ai progettisti, le pre-istruttorie per i progetti nel periodo fino alla scadenza prevista (150gg). Fatto che in un’ottica di collaborazione fattiva, metterà al riparo da previsioni progettuali non corrette. Lavoro che peraltro è già cominciato subito dopo la pubblicazione delle norme tecniche, avvenuta lo scorso 26 maggio, con numerosi professionisti che hanno già preso contatti con l’ufficio interessato.

Quanto alle UMI (Unità minime di intervento) previste per il PIR di Spina occorre chiarire che la previsione della Regione da luogo a UMI la cui dimensione è del tutto compatibile e paragonabile a moltissime altre già individuate e utilizzate per altre ricostruzioni post sisma. Non siamo quindi in presenza né di novità né di anomalie. Le ragioni per cui, in un contesto urbano particolarmente piccolo e angusto come il Castello di Spina, sia ragionevole lavorare in un’ottica di maggiore concentrazione possibile attengono a problemi di natura strutturale, di sicurezza dei cantieri e di unicità degli interventi. Sarebbe dannoso per tutti e tre questi aspetti pensare di parcellizzare oltremodo tali interventi immaginando che si aprano minicantieri, da parte di mini consorzi con un numero eccessivo di progettisti e ditte coinvolte. Ciò detto l’Amministrazione comunale, di fronte alla richiesta di formazione di un’ulteriore UMI, si atterrà al parere tecnico che provvederemo a richiedere agli uffici regionali competenti. In particolare, se, come sembra, sarà possibile condizionare i due consorzi che ne risulterebbero ad individuare un unico staff di progetto e un’unica ditta in modo da rispondere ai criteri già utilizzati, non vi saranno ragioni per diniegare questa eventualità.