Rifondazione sui migranti a Sant’Elena: progetto nato male, borgo troppo piccolo

Rifondazione sui migranti a Sant’Elena: progetto nato male, borgo troppo piccolo

Tra i ‘no’ all’arrivo di minori richiedenti asilo, emersi nel corso dell’assemblea di S.Elena, c’è anche quello della locale sezione di Rifondazione Comunista.

“Con l’opposizione sia della popolazione sia delle forze politiche – si legge nella nota a firma del nuovo segretario locale Lorenzo Giannoni – emerge sempre più evidente il dilettantismo con cui l’amministrazione comunale ha gestito la vicenda. Come Rifondazione siamo sempre stati e rimaniamo favorevoli all’accoglienza dei migranti sul nostro territorio, ma rivendichiamo un ruolo politico attivo nella buona integrazione dei migranti già ospitati in questi anni sul territorio comunale.

La cosiddetta accoglienza diffusa fa infatti di Marsciano un modello positivo su scala regionale. E questo nonostante l’Italia sia attraversata da un’ondata di xenofobia e razzismo che non risparmia neanche il nostro comune, come si è potuto vedere anche all’assemblea di S.Elena, in occasione della quale sono stati rimarcati sentimenti alimentati dal pregiudizio e dalle strumentalizzazioni politiche, prescindendo dalla realtà che spesso parla di moltissimi esempi di integrazione e tranquilla convivenza tra i cittadini e i richiedenti. Sullo specifico progetto presentato dall’Opera Don Guanella, in collaborazione con l’associazione Migrantes e con il sostegno dell’amministrazione comunale, ribadiamo categoricamente il nostro giudizio negativo, anche per le piccole dimensioni della frazione, che non presenta alcun tipo di servizio adatto ai dei ragazzi giovani come quelli per cui si propone l’accoglienza.

Ci domandiamo con quali coetanei potrebbero integrarsi i migranti, in quali strutture, per mezzo di quali attività collettive ludiche e formative, quindi, in buona sostanza, con quali stimoli? Ultima perplessità è quella che riguarda la scelta dell’Opera Don Guanella di collaborare con un’associazione che viene addirittura da fuori regione. 

Sarebbe stato più opportuno – conclude Giannnoni – coinvolgere le associazioni già presenti sul territorio provinciale e comunale e che svolgono a nostro avviso un ottimo lavoro. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto e potuto approfondire meglio questo progetto”.