“Roma Golpe Capitale” a Marsciano con ospiti d’eccezione

“Roma Golpe Capitale” a Marsciano con ospiti d’eccezione

Partiamo dalla fine. “Roma. Golpe Capitale”, il docu-film di Francesco Cordio che finalmente riapproda in Umbria – mercoledì 11 aprile al Concordia di Marsciano (18:30 – 21:30) – è un (capo)lavoro assolutamente da vedere.
Lo dicono le file chilometriche ai botteghini dei cinema romani e le repliche fuori programma dove è stato proiettato (ultimo il Farnese, nella foto).

Lo ripete la critica, pressochè unanime ed entusiasta, di giornali dagli orientamenti politicamente divergenti (tipo Il Manifesto e Libero, passando per Repubblica e Il Tempo).
Lo testimonia il movimento di gente che, attraverso una grande mobilitazione dal basso, soprattutto grazie alla Rete, ha sdoganato una pellicola scomoda alla politica tutta, quella di sinistra certo ma anche di destra.

Lo avvalorano parole di mostri sacri, come quelle di Cecilia Mangini, 91 anni, collaboratrice di Pasolini, che intervistata da Concita De Gregorio (la quale sarà presente insieme all’autore a Marsciano) ha detto a proposito del lavoro di Cordio: “La storia di Roma non si comprende se non si mostra quello che è stato taciuto. Questo fa il cinema politico: t’impegna a essere responsabile delle tue scelte. A difenderle anche se sei in minoranza, non importa”.

Già, non l’avevamo ancora detto: “Roma. Golpe Capitale” – prodotto con coraggio da Alfredo e Lorenzo Borrelli per Own Air – è un film politico, nel senso più alto e più nobile del termine. Al centro della narrazione la “piccola storia ignobile” che ha visto protagonista e vittima al tempo stesso l’ormai ex Sindaco Ignazio Marino. Una storia che si è dipanata sotto i nostri occhi poco più di due anni fa ma che sembra già appartenere ad un’altra epoca, ad un’altra Repubblica, tanto incredibile appare al termine della proiezione (“davvero è successo questo in Italia?, il commento di una bambina).

Il documentario, girato benissimo e con i fatti raccontati in maniera esemplare, non è un’inchiesta giornalistica, non vuole esserlo. “Il film – è stato scritto – prende UNA posizione ma solo perché l’ALTRA posizione, l’altra versione, è l’unica che abbiamo sentito in quei 28 mesi ed era così prepotente e così dilagante che a nessuno è venuto in mente di metterla in dubbio”. Lo ha fatto Cordio, a ferita ancora aperta, dando vita a quello che – è stato scritto – “è anche un atto d’accusa contro quel giornalismo mainstream che allora, sul finire del 2015, assecondava i giochi di potere interni al Pd e raccontava al grande pubblico una storia che si allontanava dalla realtà a bordo di una Panda rossa”.

Un giudizio sottoscritto direttamente dallo schermo anche da Federica Angeli, la cronista sotto scorta perchè minacciata alla mafia di Ostia. È lei che racconta con efficacia in video la forza dirompente di un sindaco che per la prima volta nella storia recente di Roma decide di opporsi ai clan, di liberare il lungomare, di fare «come nessuno aveva mai fatto, ciò che riteneva giusto, non ciò che gli portava consenso». Un «marziano», appunto, «nel senso di Ennio Flaiano», «un visionario».

Altra voce guida del documentario è l’ex procuratore nazionale antimafia Gian Carlo Caselli che, elencando uno ad uno i principali atti pubblici del sindaco, introduce i capitoli narrativi che descrivono «tutti i piedi pestati» dal chirurgo. Un elenco lungo e documentato, al termine del quale non viene taciuto neppure l’atto finale, la presa di distanza plateale di Papa Francesco e quindi della potente Curia romana, una sorta di “sciogliete i cani”, come ammesso candidamente in video dallo stesso Ignazio Marino.

Scrive il Manifesto: “Nel film – godibile, perfino divertente a tratti, dal piglio cinematografico per ritmo, fotografia e musiche, a cominciare dalla canzone che Mannarino compose la notte delle dimissioni poi ritirate del sindaco – Ignazio Marino espone la sua versione dei fatti e racconta i retroscena, sostenuto dai suoi assessori Caudo e Danese, dal capo segreteria Tricarico, dal fondatore del blog Romafaschifo, Tonelli. Il regista però non ne fa un mito: raccoglie e analizza le critiche – quelle serie – descrive i limiti e perfino le ottusità del sindaco”. Superbi, in ogni caso, i passaggi della lettura di Itaka di Kavafis da parte dello stesso ex Sindaco.

Un bel docu-film, dunque. Sconvolgente, perchè fa capire tanto della cattiva politica di oggi (non solo romana) e al contempo terapeutico, perchè il successo che sta riscuotendo suona, se non come un risarcimento, come una speranza. “Intorno a Roma Golpe Capitale – ha scritto il produttore Alfredo Borrelli – c’è un tale movimento di brava gente che viene da pensare che il più grande errore di una classe dirigente impreparata sia stato proprio mortificare tutto questo afflato. Sarà difficile ricostruirlo, se non andando piazza per piazza, sezione per sezione, luogo per luogo a metterci la faccia, chiedere scusa e condividere una nuova idea di partecipazione. Una politica che nasca da ciò che fai e da come lo fai, quotidianamente, a lavoro, tra amici, in casa, investendo parte di te (tempo, spazi, risorse) e che non diventi mai professione fine a se stessa”.

In sala sarà presente anche Andrea Fioravanti, al quale spetterà il compito di introdurre il film e di intervistare gli ospiti presenti.

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