Sala Capitini gremita per l’incontro con i 10 ragazzi del Gambia

Sala Capitini gremita per l’incontro con i 10 ragazzi del Gambia

Un pubblico numeroso, con una ampia rappresentanza anche del tessuto associativo locale, ha preso parte nella sera di giovedì 17 ottobre 2013 all’incontro con i 10 ragazzi del Gambia ospitati a Marsciano nell’ambito del programma Sprar per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati. 

L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Marsciano insieme all’Arcisolidarietà di Perugia, l’associazione che gestisce con il Comune il progetto di accoglienza, e alla Pro-loco Marsciano, con l’obiettivo di presentare alla comunità questi giovani ragazzi facendo conoscere le ragioni che li hanno portati a lasciare il loro Paese e ad affrontare un viaggio lungo e pericoloso. Insieme ai ragazzi erano presenti il Sindaco di Marsciano, Alfio Todini, il Vicesindaco Virgilio Lipparoni, la Senatrice umbra Valeria Cardinali e Barbara Pilati di Arcisolidarietà.

Ai saluti iniziali del Vicesindaco Virgilio Lipparoni, che ha ricordato come questa sia per Marsciano la seconda esperienza di accoglienza di profughi dopo l’emergenza Nord Africa in cui sono stati accolti altri 10 richiedenti asilo tra il 2011 e il 2012, è seguito l’intervento di Barbara Pilati la quale ha illustrato il funzionamento del programma Sprar per far fronte ai nuovi sbarchi di profughi che stanno interessando l’Italia in questi ultimi mesi e ha spiegato come è organizzata la presenza dei ragazzi gambiani a Marsciano. “Questi ragazzi stanno fuggendo da una dittatura – spiega Barbara Pilati – e sono sbarcati la mattina del 7 agosto 2013 a Lampedusa dove hanno subito fatto richiesta di asilo ottenendo un permesso di soggiorno temporaneo. Dopo un giorno di permanenza nell’isola solo stati trasferiti con un volo a Roma e da qui subito a Marsciano, dove, dopo alcuni giorni passati in una sistemazione presso un agriturismo della zona, sono stati alloggiati presso un appartamento in via Marconi, in centro a Marsciano. Tra alcuni mesi saranno chiamati a Roma da una Commissione che dovrà valutare la concessione di asilo e protezione internazionale. Potrà essere dato loro o l’asilo politico o la protezione sussidiaria di tre anni, che riconosce la pericolosità del Paese di provenienza, o un permesso per motivi umanitari della durata di un anno. Intanto hanno iniziato il corso di lingua italiana ed hanno subito fatto amicizie con loro coetanei. Siamo in contatto con alcune associazioni per coinvolgerli in attività sportive e cultuali, in attesa di poter attivare anche tirocini formativi e lavorativi con la cooperativa Borgo Servizi e l’Agenzia forestale umbra”.

A ringraziare la comunità locale per l’accoglienza ricevuta e a spiegare la difficile situazione politica e sociale che c’è in Gambia c’ha pensato Momodou konteh, uno di questi ragazzi presenti a Marsciano. “Sono – ha spiegato parlando in inglese, lingua ufficiale del Gambia – un attivista del gruppo politico che contrasta il partito del Presidente gambiano Yahya Jammeh, a capo del Paese dal 1994 dopo aver preso il potere con un colpo di stato militare. In Gambia non c’è libertà di parola e di attività politica. L’attività del governo e le questioni finanziarie sono gestite direttamente dal Presidente e in tutto il Paese, e specialmente nelle campagne, è difficile e rischioso intraprendere attività d’impresa viste le forti ingerenze governative. Le manifestazioni che vengono organizzate contro questo stato di cose sono spesso represse con violenza e con l’arresto dei dissidenti. Nel Paese esistono veri e propri squadroni della morte che eliminano gli oppositori”. Il viaggio affrontato per arrivare in Italia è durato molti giorni lungo un percorso che si è snodato tra il Senegal, il Mali, il Burkina Faso, il Niger e quindi la Libia, dove a Tripoli, il 3 agosto 2013, si sono imbarcati insieme ad altri 84 profughi. L’imbarcazione ha presto smarrito la rotta rimanendo alla deriva nel Mediterraneo per 3 giorni prima di essere soccorsa dalla Marina militare Italiana.

“Abbiamo una responsabilità grande come Europa – ha affermato, prendendo la parola, la Senatrice Cardinali – perché l’Italia non può essere lasciata da sola nell’affrontare quella che non è più una emergenza ma una situazione consolidata e strutturale. E il Governo, dal canto suo, non deve lasciare soli i Sindaci e le comunità che prestano soccorso ai profughi. È quindi necessario intervenire subito sulla Legge Bossi Fini per cambiala e garantire, cosa che l’Italia sta facendo proprio in questi giorni, l’apertura di un corridoio umanitario nel Mediterraneo. Ringrazio, quindi, l’Amministrazione comunale, l’Arcisolidarietà e tutta la comunità e le associazioni per il prezioso lavoro che stanno portando avanti e per la capacità di promuovere la conoscenza e il dialogo su un tema delicato che ha bisogno di essere affrontato con intelligenza e non con la demagogia”.

La serata si è conclusa con i saluti del Sindaco Alfio Todini che ha espresso la propria soddisfazione per la partecipazione della comunità a questo incontro e per la solidarietà che sta esprimendo nei confronti dei ragazzi del Gambia. “Siamo tutti consapevoli – ha affermato il Sindaco – del fatto che in un momento di grave difficoltà economica l’impiego di risorse pubbliche per l’accoglienza di profughi provenienti da altri Paesi susciti delle perplessità, anche nei nostri concittadini. 

Ma queste situazioni si affrontano e superano con l’informazione corretta, con la condivisione di esperienze e con il poter fare affidamento in quello che deve essere un principio di umanità. Non c’è famiglia marscianese che dopo la guerra non abbia avuto un componente che è dovuto partire per trovare lavoro in Italia o all’estero. Dobbiamo quindi aprire una discussione pubblica su queste cose, ma lo facciamo patendo dai nostri valori e sapendo che di fronte ad una richiesta di aiuto si risponde dando aiuto e non con l’indifferenza, mettendo al bando posizioni becere e demagogiche. Marsciano con i temi dell’accoglienza dei migranti si è confrontata e si sta confrontando in modo civile da molti anni e questo è un patrimonio che appartiene a tutta la comunità. Lavoreremo, quindi, anche nei prossimi mesi affinché questo programma di accoglienza vada avanti e aumentino le occasioni di reciproca conoscenza tra questi ragazzi e la nostra comunità. Sono convinto che le nostre associazioni, come già stanno dimostrando, daranno un valido contributo affinché questa esperienza possa ulteriormente rafforzarsi”.