Salvini a Marsciano: sale la polemica

Salvini a Marsciano: sale la polemica

Ultimamente siamo abituati a vedere il Ministro dell’Interno nei salotti, negli studi televisivi, sui social più disparati: ormai quello è il suo mondo, il terreno dove, nel bene e nel male, ha costruito il consenso suo e del suo partito. Vederlo nelle piazze è altrettanto consueto, specialmente in questo periodo di campagna elettorale permanente, ma sicuramente in questi casi ciò che può avvenire attorno a lui è del tutto impronosticabile: tra selfie interminabili – a volte con effetto boomerang – e “bacioni” ai quattro venti, ogni tanto (spesso) ci scappa qualche contestazione più o meno focosa. Una di quelle più celebri e innocue è quella degli striscioni appesi ai balconi di case e condomini.

Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e leader della Lega, mercoledì 5 giugno sarà a Marsciano, di passaggio tra Foligno e Orvieto dove sostiene i sindaci impegnati, al pari di Francesca Mele, nel ballottaggio per le rispettive amministrazioni comunali. Non pare esserci particolare interesse tra gli “oppositori” marscianesi – la linea è quella della non belligeranza o del totale disinteresse –  sale invece l’attenzione da parte delle forze armate che pare abbiano bussato alla porta di alcuni residenti del centro storico – al momento non è dato sapere quanti e quali – per consigliare cautela e basso profilo per quanto riguarda proprio i famigerati lenzuoli fuori dalle finestre.

Per l’incontro, che avverrà in Piazza della Vittoria, sede delle contestazioni di 4 anni fa, sarà sicuramente presente una folta schiera di forze dell’ordine, sia in divisa che in borghese, con l’intento di scongiurare ogni tipo di dissenso fuori dal tracciato della legge. In 4 anni infatti le cose sono molto cambiate ed oggi Matteo Salvini fa parte del Governo con incarichi istituzionali rilevanti: contestazioni troppo spinte – questo pare sia stato il monito dei carabinieri – potrebbero prefigurare il reato di vilipendio delle istituzioni.

Sulla vicenda intanto altri esponenti delle istituzioni, stavolta marscianesi, via social si dicono preoccupati “per la rapida contrazione degli spazi di libertà”: pur ribadendo il “rispetto per l’Arma dei Carabinieri” farebbe pensare molto male la “strana modalità preventiva” di queste visite da parte degli agenti dell’Arma.