San Donato come il Napoli. Dovevate lasciarci vincere

San Donato come il Napoli. Dovevate lasciarci vincere

Che il mondo del calcio sia un mondo malato non è una grande novità. Probabilmente non è nemmeno corretto riversare tutte le colpe su uno sport che ha, quale unica colpa, quella di smuovere la passione di tante, troppe persone, anche se in effetti ci si dovrebbe domandare, una volta di più, perchè certe cose succedono, principalmente, prima durante e dopo i 90′ su un campo di pallone. Quello che più dovrebbe far riflettere è l’educazione, la mentalità, la coerenza e la scala di priorità che hanno certe persone (e non solo quelle che ruotano intorno a questo mondo). Ci scandalizziamo che il Napoli chieda di vincere facile col Parma retrocesso e fallito e lo mettiamo in prima pagina; stigmatizziamo gli eccessi sugli spalti nei campionati maggiori; giudichiamo atteggiamenti poco corretti di giocatori e dirigenti; pretendiamo di far capire ai giovani che una partita, una futile corsa dietro ad un pallone o 90′ minuti su un campo di calcio non possono essere questione di vita o di morte. Sistematicamente poi, dentro e fuori dal solito campo di calcio, siamo costretti a vedere immagini che offendono l’intelligenza umana (se mai ce ne sia ancora un poco in giro).

Serie D; Castiglione della Valle. Va in scena la sfida salvezza tra Villabiagio e San Donato Tavarnelle: se vincono i padroni di casa forse retrocedono comunque; se vincono gli ospiti si salvano, ma anche un pareggio li metterebbe in buona condizione per i playout. La partita la vince il Villabiagio e già sul 2-0 si scatena la protesta dei tifosi del San Donato. Sugli spalti del Villabiagio, ad onor del vero, si sprecano epiteti in direzione dell’arbitro e degli ospiti troppo eccitati (la probabile retrocessione “è uguale per tutti” e fa rosicare entrambe le parti) ma quel che succede dopo ha ancor più dell’incredibile.

Gli insulti e lo scontro frontale continuano nel parcheggio antistante lo stadio, con alcuni dirigenti del Villabiagio e tifosi del San Donato che prima cercano il contatto e poi lo trovano, placati dai rispettivi colleghi e amici. In mezzo al parapiglia “scendono in campo” anche i giocatori delle due squadre che sembrano piuttosto sbalorditi da tutto quel trambusto: alla fin dei conti il campo ha decretato una retrocessione e una sfida playout. Forse loro, una volta di più e più degli altri, dimostrano di capire cosa sia veramente il calcio: uno sport fatto di botte, calci e qualche parola sul campo ma poi tutti zitti ad accettare il verdetto.

Giornata finita? Macchè. Consapevole del parapiglia che è nato negli spogliatoi e poi si è trasferito all’esterno dello stadio, l’allenatore del San Donato non trova nulla di meglio da fare che rimuginare sulla sconfitta con ragionamenti poco intelligenti. “Il pareggio della Colligiana (che le permette di affrontare i playout col vantaggio del campo e dei due risultati su tre a disposizione) fa parte del calcio, come ne avrebbe fatto parte un pareggio da parte dei giocatori, dell’allenatore e della dirigenza del Villabiagio”. Tradotto: siete retrocessi, dovevate lasciarci il punto o la vittoria. “Il calcio è una ruota che gira ed oggi non è girata – continua Marco Ghizzani – ho fatto il calciatore ed ho campato di questo, ma sempre a testa alta. Oggi la ruota non è girata perchè sono episodi…episodi da sciocchi.” Se chiedere strada libera ad una squadra retrocessa è avere la testa alta, caro Villabiagio: testa bassa e lavorare per la prossima stagione! In fondo sei lo stesso Villabiagio che ha mandato via mister Esposito per dichiarazioni fuori luogo contro squadra e avversari. Un episodio, quello di ieri, che è successo giusto qualche ora prima della ben più nota polemica di Parma-Napoli e che passerà forse inosservato, ma che comunque resta gravissimo. Se questi sono i valori che circolano nel calcio ben vengano i “falliti” come il Parma e gli “sciocchi” del Villabiagio.