San Giovanni: festa a 5 stelle…anzi 3 foglie

San Giovanni: festa a 5 stelle…anzi 3 foglie

Finita l’euforia da Palio, non rimane quasi nulla della Festa di San Giovanni e – sembrerà strano – questo era esattamente lo scopo degli organizzatori. Zero rifiuti e tanto rispetto per l’ambiente, proprio quell’ambiente che la Pro Loco di Marsciano ha provato a preservare, cercando magari anche di dare un insegnamento agli avventori e ai cittadini marscianesi. Lasciare meno tracce possibile del passaggio di così tanta gente è un’opera difficile e faticosa ma l’impegno non manca e l’attenzione, in questo senso, sembra aumentare di anno in anno da parte di molte realtà comunali. Sono 4, infatti, le sagre marscianesi che si sono potute fregiare del riconoscimento di “EcoFesta” con Tre Foglie, il massimo dei voti.

Per il secondo anno consecutivo la Regione Umbria ha deliberato il marchio “Ecofesta”, forma di incentivazione per sagre e feste paesane avente come scopo la riduzione dell’impatto sull’ambiente dovuto alla produzione dei rifiuti durante tali manifestazioni. Il marchio “Ecofesta” è attribuito, con cadenza annuale, dal Comune territorialmente competente su richiesta dei soggetti organizzatori che hanno dovuto presentare apposita domanda nel mese di maggio e, in essa, dovevano essere selezionati dei criteri facoltativi che avrebbero consentito di ottenere un punteggio, in base al quale il marchio “Ecofesta” poteva raggiungere il livello a una, due o tre foglie. Per il Comune di Marsciano i “virtuosi dell’ambiente” sono la Festa di San Giovanni – Palio delle Botti, la Sagra del Cinghiale di Migliano, la Sagra delle Crepes di Spina e la Festa di Mezz’Agosto di Morcella.

Per quanto riguarda la domanda presentata dalla Pro Loco di Marsciano, è stato necessario dichiarare che si sarebbero rispettati dei criteri imposti obbligatoriamente:

  • nomina del responsabile per la gestione dei rifiuti (nella persona di Roberto Consalvi);

  • formazione del personale;

  • individuazione di aree per la raccolta differenziata dei rifiuti e degli imballaggi a rendere;

  • presenza di contenitori per la raccolta differenziata sia nelle zone di produzione dei cibi sia nelle aree di distribuzione dei pasti;

  • raccolta differenziata di carta, vetro, plastica, alluminio, avanzi di cibo e olii di frittura;

  • cartellonistica in merito ai contenuti ambientali della manifestazione e d’istruzione per come eseguire una corretta raccolta differenziata;

  • utilizzo di tovaglioli e carta da cucina in carta riciclata;

Inoltre, non contenti, i ragazzi della Pro Loco hanno garantito anche criteri “extra”, che sono risultati decisivi per raggiungere il marchio di “Ecofesta” a tre foglie:

  • utilizzo di stoviglie, bicchieri e posate in materiale compostabile, smaltibile nei contenitori dell’organico insieme agli scarti di cibo;

  • utilizzo di caraffe “a rendere” per servire le bevande;

  • tovagliette in carta riciclata stampate con le informazioni ambientali relative alla manifestazione;

  • stand dove trovare materiale informativo su temi ambientali e sulla raccolta differenziata dei rifiuti;

  • gestione delle eventuali eccedenze alimentari, destinandole ad organizzazioni di volontariato sociale.

Le azioni intraprese per raggiungere lo scopo hanno comportato un impegno costante e intenso da parte di tutte le persone coinvolte ma, allo stesso tempo, questo sforzo aggiuntivo non ha comportato un aumento di personale: l’ottima organizzazione del lavoro ha permesso di usare la stessa manodopera di una normale sagra “no-green”. Ma salvare l’ambiente ha comunque i suoi costi nel breve periodo – anche se certamente minori di quelli che pagheremmo nel lungo periodo non interessandoci all’ambiente. Dal punto di vista economico c’è da segnalare, quindi, l’enorme sforzo necessario per dotarsi di eco-stoviglie: basti pensare che un piatto in materiale compostabile può costare fino a 3 volte in più di uno in plastica o che per un bicchiere compostabile si spende fino a 5 volte in più di un bicchiere in plastica.

“Fare un’Ecofesta non significa risparmiare sul materiale utilizzato – ci dice soddisfatto il responsabile della gestione dei rifiuti della festa, Roberto Consalvi – tutt’altro! Tuttavia vantaggi economici l’abbiamo ottenuti sia conferendo direttamente tutti i rifiuti prodotti presso l’isola ecologica comunale, poiché non abbiamo dovuto versare la tassa sui rifiuti alla SIA, sia perchè la Regione Umbria, attribuendoci il marchio “Ecofesta” a tre foglie, ci ha riconosciuto il contributo di 2.000 Euro. Puntare sul marchio Ecofesta, per noi, non significa solo non produrre rifiuti dannosi nei dieci giorni della manifestazione: il nostro scopo primario è quello di sensibilizzare la comunità marscianese verso scelte e comportamenti consapevoli e virtuosi in campo ambientale, in particolare verso la raccolta differenziata dei rifiuti”.