Scoperta maxi discarica con 70 tonnellate di amianto

Scoperta maxi discarica con 70 tonnellate di amianto

Avevano seppellito nel terreno 70 tonnellate di amianto, invece di smaltirle correttamente, evitando così di nuocere all’ambiente e alla salute dei cittadini. Di questo devono rispondere i titolari di una ditta che negli anni passati avevano deciso in modo scriteriato di sotterrare questo materiale altamente cancerogeno, residuo di vecchi forni d’essiccamento del tabacco.

Ma forse sarebbe meglio dire dovrebbero rispondere. Sì, perché la procura di Spoleto aveva aperto sul caso un fascicolo di inchiesta: le accuse erano di getto pericoloso di cose e abbandono di rifiuti, ma, stando a quanto riporta Umbria24, pare ci sia già stata la richiesta di archiviazione a seguito dell’avvenuta bonifica e dell’intervenuta prescrizione. Alla fine dei conti per non aver smaltito correttamente gli scarti allora, la ditta ha dovuto pagare 100.000 € di lavori di bonifica oggi.

Il tutto è avvenuto in zona Santa Liberata di Collazzone e a scoprire il reato ambientale sono stati i carabinieri forestali di Marsciano. Inizialmente i rifiuti sembravano interessare un piccolo appezzamento di terra ricoperto di vegetazione, ma una volta sequestrata l’area c’è stata la sorpresa per quella che era una vera e propria gigantesca discarica abusiva e pericolosissima: 70.000 kg di eternit giacevano in 1000 mq di terra ad una profondità compresa tra 1 e 3 metri.

I resti di eternit, seppelliti lì oltre venti anni fa dalla società agricola proprietaria del terreno, sono risultati essere “completamente sfaldati” e proprio per quest “altamente pericolosi”, come hanno riferito gli stessi investigatori. Ai responsabili del seppellimento è stato imposto di bonificare tutta l’area tramite una ditta specializzata, accollandosi pienamente l’onere dell’opera.

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