Sisma di Spina: il consigliere Mattioli chiede controlli sull’autonoma sistemazione.

Sisma di Spina: il consigliere Mattioli chiede controlli sull’autonoma sistemazione.

Con l’emanazione dell’ordinanza sulla ricostruzione pesante è stato anche rimodulata l’erogazione del CAS, il contributo d’autonoma sistemazione che dal Dicembre 2009 viene erogato alle famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni per le lesioni subite dal sisma.
In un primo momento il costo mensile dell’autonoma sistemazione era intorno ai 100.000 euro al mese, con il passare del tempo il costo si è ridotto, basti pensare che dei 64 edifici che sono stati finanziati nella ricostruzione leggera, i primi 28 hanno completato la ricostruzione con relativo rientro delle famiglie nelle abitazioni e con la revoca del CAS stesso.
Dopo 40 mesi questo strumento fondamentale per molte famiglie, ma si moltiplicano i casi di nuclei familiari che continuano a percepirlo e che sono già rientrati nelle proprie abitazioni (o che meglio, non le hanno mai abbandonate).
Il consigliere Mattioli a Marzo ha portato l’ordine del giorno in Consiglio Comunale ma il tutto è ancora bloccato perchè da 3 mesi non si sta riunendo la commissione bilancio, che dovrebbe valutare il contenuto dell’odg ed incaricare i vigili di fare controlli incrociati fra le bollette delle case disabitate e la lista delle famiglie che ancora prendono il CAS.
Questo di seguito il comunicato del consigliere Mattioli: “Dopo oltre tre anni dal sisma del 15 Dicembre 2009 è giunto il momento di razionalizzare questo strumento che si certamente rivelato utile nei mesi successivi al terremoto ma ora sembra essere diventato a rischio di abusi da parte di qualche furbetto: ormai da qualche mese circolano voci su cittadini che continuerebbero a percepire il contributo pur essendo di fatto rientrati nelle proprie case oppure di famiglie che avrebbero moltiplicato i contributi dichiarando diversi nuclei familiari in maniera fittizia e poi risiedendo di fatto nella stessa abitazione, pratica, quest’ultima, che consente un incremento consistente delle somme percepite. Per quanto riguarda coloro che sarebbero già nelle abitazioni è sufficiente un sopralluogo della polizia municipale e, se necessario, un riscontro incrociato delle utenze per smascherare eventuali abusi. Mentre per il moltiplicarsi dei nuclei familiari sarebbe sufficiente calcolare il contributo sul numero dei residenti nella stessa abitazione, quella dove si trovano attualmente. Poi c’è la questione degli affittuari, coloro che vivevano già in locazione ai quali per tre anni è stato riconosciuto il CAS prima per intero e poi parzialmente. Credo sia giunta l’ora che questi cittadini tornino al regime precedente al sisma e tornino a pagare per intero l’affitto e venga integrata solo la parte eccedente il vecchio contratto. Infine sarebbe opportuno non riconoscere contributi a coloro che hanno redditi così alti che permettono di non avere problemi a livello abitativo, per esempio a chi dichiara redditi da centinaia di migliaia di euro. Tutto questi provvedimenti li chiediamo sia per evitare abusi e furberie sia per liberare risorse preziose a favore di chi è fuori casa ed aspetta ancora la ricostruzione. proponiamo che la questione, che è già stata preliminarmente affrontata nelle commissioni diventi oggetto di discussione nel Consiglio di Marzo e condivisione con la cittadinanza, in maniera di poter avere quanto prima un provvedimento in merito.”