Sisma Spina: Todini risponde a Maria Rosi

Sisma Spina: Todini risponde a Maria Rosi

Ancora polemiche sulla ricostruzione pesante che dovrebbe ridare vita al borgo di Spina, piccolo paese del territorio Marscianese, colpito da un forte sisma nel dicembre del 2009. Con le recenti interrogazioni al Consiglio Comunale e l’uscita delle procedure e delle modalità per l’accesso ai contributi, sembrava che le cose stessero portando, se non ad una risoluzione, quantomeno, verso una decisa accelerazione delle pratiche. È di ieri invece la notizia di una nuova polemica sorta dalle fila del Pdl, per mano del consigliere regionale Maria Rosi che avrebbe inviato a Roma una lettera del Comitato 15 Dicembre, dove si evidenzierebbero, ancora una volta, i “gravi ritardi circa la ricostruzione pesante”: destinatario della lettera, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti Rocco Girlanda, eletto a Roma in quota Pdl.

L’interpellanza punterebbe il dito sulla lungaggine burocratica in quanto le “difficoltà non sempre derivano dalla mancanza di fondi, che ormai è diventata ‘la scusa’ per non risolvere la situazione, ma più spesso da un’eccessiva burocrazia che sta ingessando l’utilizzo dei fondi già stanziati”.

“Ci sono persone – continua la nota del consigliere Rosi – che sono fuori dalla loro casa da oltre tre anni e le istituzioni hanno il dovere di dare un aiuto. Il sottosegretario Girlanda si è impegnato a fare tutto ciò che rientra nelle sue competenze e a tenere alta l’attenzione delle istituzioni, affinché questa situazione possa risolversi in tempi brevi”.

In questa querelle non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Marsciano, Alfio Todini, il quale, interpellato da Marsciano7, ha voluto precisare come sia strano questo atteggiamento, soprattutto perchè proviene da “una formazione politica che, finché è stata al Governo (novembre 2011), non ha inteso sbloccare i finanziamenti, che sono poi arrivati solo nell’agosto del 2012 con il Governo Monti e che ha costruito un’impalcatura legislativa, riguardo la Protezione Civile, che non ha fatto altro che creare ed ingigantire problemi proprio di natura burocratica e funzionale, che hanno inciso pesantemente anche nel nostro caso”.

“La ricostruzione pesante – continua Todini – è una macchina avviata che può contare su risorse, normative, procedure e tempi certi. Questo è il risultato di un lavoro durissimo a partire da quello per ottenere le risorse necessarie. Lungi da me ogni polemica, ma credo che andrebbero evitate, su temi così sensibili, dichiarazioni ed enunciazioni che non vorrei fossero legate alle prossime scadenze elettorali ed alla necessità di mettersi in evidenza.

Siamo quotidianamente impegnati a cercare di semplificare quanto più possibile tutti i passaggi burocratici e, se si guardano le norme procedurali, raffrontandole con altri eventi analoghi, ci si accorgerà delle novità. In meno di 10 mesi è stata approvata una legge ad hoc e definite tutte le normative tecniche e procedurali. I termini per la presentazione dei progetti e delle domande sono fissati, così come è allo stadio finale la definizione delle normative per il PIR e, nel mentre, si sta operando per la formazione dei Consorzi. Stiamo ora predisponendo appositi protocolli d’intesa sui temi strategici della sicurezza e della regolarità dei cantieri e, per il rispetto della legalità, anche in relazione alla prevenzione circa possibili infiltrazioni indesiderate. Rimane chiaro che ogni azione andrebbe intrapresa cercando di coniugare il più possibile celerità e legittimità; e che ogni posizione pubblica dovrebbe essere basata sull’effettiva conoscenza dello stato delle cose”.