Socialismo XXI: “preoccupazioni per l’ospedale di Pantalla”

Socialismo XXI: “preoccupazioni per l’ospedale di Pantalla”

L’associazione socialista si dice preoccupata per i segnali che provengono dalla Regione: tra le richieste principali, niente sanità privata e riapertura dei reparti “sacrificati” per l’emergenza Covid

Iniziano a profilarsi serie preoccupazioni intorno al destino dell’ospedale della Media Valle del Tevere. Quanti, in piena emergenza pandemica, avevano avanzato dubbi sulla conversione del nosocomio in “Covid Hospital”, pur dimostrando senso civico e accettando le scelte dell’Amministrazione Regionale, stanno ora riorganizzando le idee per passare all’attacco, dopo i primi segnali non incoraggianti da parte della stessa Regione. Tra questi c’è la sezione della Media Valle del Tevere di Socialismo XXI, l’associazione che promuove la costituzione di un partito unitario del socialismo in Italia,

“L’avere convertito Pantalla in Covid-Hospital ha creato non poche difficoltà, disagi e problemi alla popolazione di questi territori”, perché alla sua costruzione “non si configurava come una struttura sanitaria aggiuntiva rispetto alla situazione della Sanità della Media Valle, ma sostitutiva dei nosocomi di Todi e Marsciano”. La popolazione del comprensorio, dopo aver accettato la conversione del nosocomio ed aver attivamente contribuito al funzionamento dei reparti Covid al suo interno con cospicue donazioni, “ora vede all’orizzonte segnali per nulla confortanti”, dichiara Socialismo XXI.

“Da una parte vi sono i rappresentanti politici della Lega che vorrebbero lo spostamento di alcuni Servizi e Divisioni dell’Ospedale di Pantalla presso altre strutture regionali, dall’altra parte i Responsabili Regionali della Sanità umbra, mentre hanno dichiarato il ritorno a breve termine della situazione di normalità dell’Ospedale di Foligno, non sembra abbiano assunto impegni precisi per quanto riguarda il nosocomio di Pantalla” scrivono in una nota i responsabili dell’associazione socialista.

A preoccupare sarebbero anche “gli accordi stipulati dalla Regione con alcune cliniche private, al fine di trasferire in queste strutture i pazienti affetti da Covid-19, che non riportano particolari problemi”. Una spinta verso la sanità privata che allarma cittadini, associazioni e formazioni politiche, poco inclini a veder replicare in Umbria i modelli del Veneto o della Lombardia. “In Umbria non abbiamo nulla da imparare da chi ha spinto e continua a spingere verso la Sanità privata”, tuona Socialismo XXI e chiede alla Presidente Tesei, “interpretando le aspirazioni dell’intera cittadinanza, di rispettare gli impegni presi”.

“Chiediamo certezze sulla riapertura dell’Ospedale di Pantalla, che non deve in alcun modo ridurre la propria attività ma, grazie ad adeguati investimenti, dovrà invece essere oggetto di un continuo sviluppo”. L’associazione chiede infine “precisazioni sui tempi e sulle modalità” con cui tutto ciò avverrà e, inoltre, “che la popolazione interessata sia informata sul piano di riapertura del Pronto Soccorso e di tutti gli altri servizi attualmente sospesi “ e che abbia “rassicurazioni per il mantenimento della Terapia Intensiva, nonché della raccolta sangue e plasma.“