Sportello a 4 zampe rischia la chiusura? Scatta l’appello per salvarlo

Sportello a 4 zampe rischia la chiusura? Scatta l’appello per salvarlo

Volentieri aderiamo all’appello per salvare una delle (poche) cose buone attive presso la Provincia di Perugia: si chiama Sportello a 4 Zampe e da quasi 15 anni è presente sul territorio. A ben vedere questo servizio tocca anche il nostro comune perché non di rado è avvenuto che si pubblicassero annunci di smarrimento dei nostri amici pelosi. L’appello, ripreso dal Corriere dell’Umbria, ha fatto ben presto il giro del web: ma di cosa si tratta? La riorganizzazione della Provincia di Perugia e le contese sul suo futuro rischiano di mettere a repentaglio un servizio che non è fatto solo di post “carini e coccolosi”, ma che dietro di sé rivela il lavoro serio e silenzioso di tante persone che hanno a cuore non solo il destino degli amici pelosi, ma anche quello delle nostre città.

Lo sportello si prodiga infatti per le adozioni di animali che altrimenti andrebbero ad ingrossare le fila degli ospiti presenti nei canili e questo, oltre che creare problemi alle stesse strutture, rappresenterebbe un danno anche per le casse comunali. Facciamo un esempio: ogni ospite in più al canile di Collestrada, come riportato dal quotidiano umbro, costa 1000 euro all’anno, ma se gli amici più sfortunati venissero adottati le casse del comune ne gioverebbero e il privato cittadino eviterebbe di spendere soldi per l’acquisto di un cane.

Il problema poi non è solo economico, perché più randagi vogliono dire più disagi in città ed ecco allora le campagne contro l’abbandono degli animali e il recupero degli amici a quattro zampe effettuato tramite il progetto RandagiAmo. Non è infrequente poi che i vostri cari compagni di vita (no non stiamo parlando di mogli o mariti che potrebbero tradirvi, ma di quelli fedeli) vengano ritrovati o segnalati nel caso si perdano: anche qui lo sportello lavora instancabilmente per dare la maggiore diffusione possibile alle richieste di ritrovamento. Ultimamente sono aumentati anche gli avvisi che avvertono della presenza di bocconi avvelenati, anche nei centri abitati: il tutto può essere trovato sulla pagina web dello sportello  o nella pagina Facebook . Un lavoro serio e continuo, fatto di passione e tanta pazienza, potrebbe essere vanificato o ridimensionato se non si dovessero trovare nuove collaborazioni che ne garantiscano la presenza attiva sul territorio.

L’appello è approdato in Regione ed in Comune dove ha raccolto un sostegno trasversale, da Fratelli d’Italia al Pd, ma ancora nulla si sa del destino dello Sportello. Intanto su Facebook è partita la consueta campagna di salvataggio e, come fosse una raccolta firme, la pagina dedicata ha raccolto in un paio di giorni quasi 500 adesioni . La pagina dello Sportello, invece, conta attualmente poco meno di 150.000 “amici”. Diffondere questa richiesta di aiuto, magari, servirà, piano piano, a salvare questo utilissimo servizio.