Studenti a scuola di storia marscianese

Alunni a lezione di ‘storia marscianese’. Come se fosse una vera materia scolastica. Raccontata da chi era giovane ieri, a coloro che saranno adulti domani. Sui banchi della scuola, la primaria IV novembre, i bambini delle quinte hanno provato a chiudere gli occhi immaginando cosa succedeva più di 70 anni fa nei luoghi che oggi vedono, a volte di sfuggita e con un po’ di leggerezza. Senza magari pensare a segreti e vicende che quei luoghi possono ancora raccontare.

VIDEOIl tunnel antiaereo di Marsciano

I vicoli di Marsciano, le piazze, ma anche il Nestore, i locali nascosti dentro tanti edifici, o anche sotto terra. Come il rifugio antiaereo da via Piave a Porta Vecchia. A raccontare questo mondo affascinante e duro, Nazzareno e Gioia, due persone che hanno conosciuto una Marsciano di altri tempi e che sono stati come docenti per un giorno, in mezzo ai bambini. È un progetto didattico quello che le insegnanti hanno costruito. “Pietre, porte, piazze. Dialogo tra la storia di ieri e di oggi”. Questo il nome del lavoro realizzato dalla scuola insieme alla locale Università delle Tre Età.

La prima tappa sabato scorso. Ma non finisce qui. Anche se le storie raccontate sono già state tante. “Lo sapevate che il pozzo di Piazza della Libertà era chiuso da una botola e noi, per procurarci l’acqua che nelle case non avevamo, la dovevamo aprire per riempire i nostri secchi? Addirittura dopo la nevicata del ’56 proprio in quel pozzo venne gettata la neve che ostruiva le porte delle case. “E qualcuno di voi lo sa che un tempo qui c’erano due edicole e dentro una di esse anche un negozio di barbieria?” Questi sono solo alcuni piccoli aneddoti che hanno man mano attirato l’attenzione dei bambini, che a quel punto hanno voluto sapere davvero com’erano un tempo i vicoli della parte più vecchia del paese.

“C’era la macelleria Cartaginesi a metà salita di via Cavour, ma anche un negozio di giocattoli, la ‘Mariettina’, una sartoria, il forno di via del Mattonato, il cocciaro Federico Berretta e poi le bettole dove si andava a bere, come ad esempio quella della ‘Sandrina’, vicino alla chiesa, dove facevamo colazione”. E nei racconti anche eventi indimenticabili. Come quelli tragici. Il bombardamento del 23 ottobre 1943, che ebbe tra le vittime alcune donne che stavano lavando i panni sulle rive del Nestore, sotto i ‘quattro ponti’, vicino alla Fornace. Un ricordo frequente, in tempo di guerra, quello delle bombe degli aerei, che viste da lontano erano sembrate la prima volta a Nazzareno “come dei volantini”. Lui che ricorda ancora quel botto di una di queste bombe, quella volta caduta a pochi metri e quella vetrina rotta che per poco non lo colpì.

E proprio la storia del rifugio antiaereo sotterraneo è quella che ha affascinato i bambini. Un luogo che era fatto di mattoni e tutto illuminato. Che oggi sarebbe bello poter rendere di nuovo accessibile. Un patrimonio da riscoprire e valorizzare. Pieno di altre storie ancora da raccontare. Anche tra i banchi di scuola.

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