TASI e IMU a Marsciano, ecco la guida con tutte le aliquote.

TASI e IMU a Marsciano, ecco la guida con tutte le aliquote.

Vi avevamo annunciato ieri che il Consiglio Comunale di Marsciano, con il voto della maggioranza ( ad esclusione del voto contrario del consigliere socialista, ex Pd, Sauro Chiattelli) aveva approvato le varie aliquote e detrazioni relative alla TASI per l’anno in corso.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza fra la varie situazioni:

Innanzitutto la TASI si dovrà pagare entro il 16 ottobre, mentre la seconda rata andrà pagata entro il 16 dicembre prossimo.

La TASI si paga per sostenere le spese dei comuni per i servizi cosiddetti “indivisibili”, quei servizi, cioè, che per il fatto di essere usufruiti da tutti i residenti del comune, non possono essere fatti pagare direttamente al fruitore, come, per esempio, l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la sicurezza, ecc; la TASI va aggiunta alla TARI, la vecchia tassa sui rifiuti; le due tasse, sommate insieme, probabilmente dal prossimo anno verranno accorpate in un unico tributo, lo IUC, ovvero l’Imposta Unica Comunale.

A Marsciano sono state approvate le seguenti aliquote:

I fabbricati rurali ad uso strumentale avranno la tariffa dell’1 per mille, le abitazioni principali e relative pertinenze e fattispecie equiparate definite dal vigente regolamento IMU avranno l’aliquota del 2,5 per mille così come gli altri immobili; le unità oggetto di ordinanza di inagibilità a seguito del sisma del 15 dicembre 2009 avranno l’aliquota a 0 e quindi non pagheranno questa tassa.

La legge prevede per l 2014 che l’aliquota massima sia quella del 2,5 per mille, cioè quella applicata a Marsciano; diversi comuni però, come Perugia, sono arrivati fino al 3,3 per mille, sfruttando lo 0,8 per mille che lo stato permetteva di sommare all’aliquota per compensare le detrazioni.

Le detrazioni a Marsciano verranno regolate in base al valore dell’indicatore ISEE: chi ha un valore fino a 6.000 euro avrà una detrazione totale, fino a 12.000 euro ci saranno 100 euro di detrazione e fono a 16.000 euro ci saranno 50 euro di detrazione; tutto questo per le unità immobiliari che non appartengono alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero quelle che sono considerate abitazioni di lusso; per poter richiedere la detrazione il soggetto interessato deve presentare al Comune, entro il termine di scadenza della dichiarazione dell’anno di riferimento del tributo, l’attestazione ISEE riferita all’anno precedente.

Per quanto riguarda invece l’IMU, che non dovrà essere pagata sull’abitazione principale (tranne che quelle di pregio), ecco la normativa approvata dal Comune di Marsciano:

le categorie catastali A/1, A/8, A/9 + C/2, C/6, C/7, ovvero le abitazioni principali di pregio e relative pertinenze, pagheranno una tassa del 3,5 per mille.

Tutte le categorie A, esclusa A/10, nel caso in cui l’abitazione sia concessa in uso gratuito a parenti in linea retta entro il 1° grado pagheranno una tassa del 7,9 per mille; se il figlio ha un ISEE inferiore a 15.000 euro, quell’immobile pagherà solo TASI e non l’IMU in quanto sarà equiparato a prima abitazione.

Tutte le categorie A, esclusa A/10, nel caso di abitazione affittata a canone concordato, l’aliquota dell’IMU sarà del 7,6%.

Tutte le categorie A, esclusa A/10, ovvero le seconde abitazioni, pagheranno una tariffa dell’8,9 per mille, così come la categoria catastale A/10, ovvero “uffici e studi privati”; stessa aliquota per la categoria catastale D/5, ovvero per istituti di credito, cambi e assicurazioni.

La categoria D, escluso D/5, avrà una aliquota del 8,1 per mille.

La categoria C/1 (negozi e botteghe) e la categoria C/3 ( laboratori arti e mestieri) avranno un’aliquota del 8,7 per mille.

Per le aree edificabili è prevista un’aliquota del 8,9 per mille.

Una delle principali differenze della TASI rispetto all’IMU è che per la case affittate, una quota di questa sarà a carico dell’inquilino; la legge dava facoltà ai comuni di caricare sugli inquilini dal 10% al 30% dell’aliquota; a Marsciano si applicherà la via mediana del 20%.
Volendo fare un esempio, se si considera un’abitazione media con rendita catastale di 450 euro, la TASI a carico dell’inquilino sarà di 38 euro all’anno; l’altra differenze fondamentale è che la TASI rispetto all’IMU per aziende ed imprese è totalmente deducibile.

Con queste aliquote, secondo i calcoli dell’amministrazione comunale, nelle case dell’ente dovrebbero entrare quasi 2 milioni di euro: 1.960.000 €.