Tiber: ma quale aggressione all’arbitro?!

Tiber: ma quale aggressione all’arbitro?!

Domenica 18 si gioca il derby Montecastello di Vibio – Tiber. I padroni di casa sono in piena corsa per i play off mentre i cugini frattigiani sperano di agganciarli. Pioggia e freddo fanno da cornice al match. Con gli ospiti in vantaggio 1 a 2 a pochi minuti dalla fine l’arbitro assegna un calcio di rigore ai padroni di casa. Le cronache parlano di una aggressione al direttore di gara da parte del giocatore autore del fallo e della successiva sospensione della gara da parte dell’arbitro. La Tiber non ci sta e spiega come sono andati i fatti.

In merito a quanto emerso nella giornata di Lunedi 19 Marzo dalla lettura di alcuni articoli sui quotidiani locali, tendenti a dipingere con le vivaci tinte della cronaca nera quella che in effetti è stata solo una giornata di sport, la ASD Tiber ritiene doveroso fare alcune precisazioni circa lo svolgimento  effettivo degli eventi, nell’interesse supremo della verità oltre che della reputazione della Società stessa e dei suoi tesserati. I fatti in esame si riferiscono al sentitissimo derby Montecastello di Vibio – Tiber, andato in scena nel paese del teatro più piccolo del mondo nella giornata del 18 Marzo. Lo svolgimento della gara, pur condizionata da un’incessante pioggia, si era contraddistinto per la correttezza dei 22 in campo e per le buone trame di gioco.

Al minuto 39 del secondo tempo, con la Tiber in vantaggio per 2-1, il direttore di gara sanzionava con il calcio di rigore un intervento all’interno dell’area ospite. A seguito dello stesso il giocatore che aveva commesso il fallo si lasciava andare a una serie di proteste che culminavano con due spinte al petto. A questo punto l’arbitro estraeva in rapida successione il cartellino giallo e quello rosso, quasi come se il giocatore in oggetto fosse stato espulso per somma di ammonizioni. Alle civili rimostranze dei giocatori della Tiber, i quali facevano notare che il giocatore non era stato ammonito precedentemente, il direttore di gara si giustificava asserendo che il cartellino giallo fosse stato comminato per il fallo da rigore e il successivo rosso per le spinte (…). A seguito della giustificazione addotta, il giocatore si avvicinava di nuovo e con un’ulteriore spinta sulla spalla faceva indietreggiare l’arbitro, venendo poi subito scortato fuori dal rettangolo verde dai suoi compagni di squadra. Ora, mentre tutti erano pronti per la battuta del calcio di rigore, il fischietto folignate si avvicinava indietreggiando verso la panchina dei padroni di casa chiedendo di essere  accompagnato nello spogliatoio dai dirigenti dei locali.

Questi i fatti. Teniamo a precisare che, pur condannando fermamente la reazione del nostro giocatore, peraltro uscito comprensibilmente scosso dall’accaduto e serenamente in attesa della giusta punizione sportiva, nel suo comportamento non si raffigurano certo gli estremi di un’aggressione, come è stata dipinta da certi organi di informazione, quanto piuttosto quelli di una reazione spropositata all’interno di una partita assolutamente tranquilla. Ci occorre inoltre segnalare come l’incolumità dell’arbitro non sia mai stata in discussione, come tra l’altro non sembravano esserci affatto gli estremi per la sospensione della gara. A testimonianza di ciò, mentre l’arbitro si trincerava nel suo spogliatoio, i giocatori di ambedue le squadre si intrattenevano per una decina di minuti in campo nell’attesa di conoscere la decisione.

A tal proposito, pur nel clima surreale creato dal rapido evolversi degli eventi, la conclusione della gara, di fatto, non è stata mai comunicata dal direttore di gara né ai giocatori, né alle dirigenze. Quello che ci rimane di questa gara è l’amaro in bocca per la chiusura anticipata di una contesa che fino al momento dell’espulsione era stata caratterizzata da una grande carica agonistica ma che non era mai trascesa nella cattiveria, e che meritava una conclusione ben diversa, quale che fosse stato il risultato finale.

Ritenendo di aver ricostruito l’andamento reale dei fatti, ci permettiamo di biasimare quanti, attraverso titoli di giornale ad effetto, hanno fornito una versione dei fatti lontana dalla realtà, e ci attiveremo per tutelare gli interessi sportivi della nostra società e dei suoi tesserati in ogni sede competente.

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