Un fiume di gente ha salutato Roberto Burnelli.

Un fiume di gente ha salutato Roberto Burnelli.

Le bandiere a mezz’asta del Municipio, i negozi chiusi (quasi tutti) e una marea di gente hanno accolto l’arrivo della bara di Roberto Burnelli alla Chiesa di San Giovanni Battista di Marsciano.
Anche la pioggia per quelle due ore si è fatta da parte: centinaia di persone in rigoroso silenzio hanno assistito ai funerali del gigante buono, ucciso dalla violenza vigliacca di chi per troppe volte lo aveva già minacciato.
La Chiesa conteneva neanche la metà delle persone che alle 17.30 hanno voluto salutare per l’ultima volta l’imprenditore agricolo di Marsciano.
Forti, lucidi e gentili come sempre i familiari che hanno accompagnato la salma per l’ultimo viaggio: dai loro occhi, dai loro discorsi, più che la giustificabile rabbia è uscita invece la gentilezza e lo spirito di solidarietà che ha sempre contraddistinto la famiglia: “Io voglio ringraziarvi tutti per quello che state facendo per noi” ha detto il fratello nell’ultimo saluto a Roberto.
C’erano anche tanti giovani a salutare Burnelli: i compagni di classe e di squadra dei figli, che hanno portato un fiore sulla bara.
C’era anche tutta la Giunta comunale a rappresentare simbolicamente tutta Marsciano, con il gonfalone del Comune: lungo il percorso erano state appese tante foto di Roberto sorridente, come era sempre.
Prima dell’uscita dalla Chiesa alcuni parenti ed amici leggono un pensiero per ricordare Burnelli: chi lo ricorda in mezzo ai campi, chi con il sorriso, chi per la sua generosità, chi per l’amore che aveva per lo sport; c’è anche chi grida ancora che questa tragedia annunciata doveva essere evitata.
La bara è stata poi accompagnata al portone della Chiesa dai volontari della Misericordia e tutta la piazza ha dato l’ultimo saluto a Roberto sulle note dei Coldplay, con “Lost!” e “The Scientist” e con una versione moderna di “Over the rainbow”.
Una tristezza ed una rabbia molto pacate, un fiume di gente in silenzio ha poi accompagnato la bara che è stata portata a spalla dalla Chiesa al Cimitero, con il fratello di Roberto in prima fila ed i volontari della Misericordia e della Protezione Civile ad alternarsi.
Anche il sole ha voluto salutare il buon Roberto, quel sole che diventa gioia e disgrazia in mezzo ai campi, ma che tanto piaceva al gigante buono che se n’è andato troppo presto; ciao Roberto.