Un libro a colazione #13

Un libro a colazione #13

Le domeniche di marzo si tingono di rosa: la prima donna Pulitzer!

Stamattina voglio condividere con voi questo splendido romanzo della scrittrice statunitense Edith Wharton e che, udite, udite, le valse nel 1921 il Premio Pulitzer, prima volta per una donna! Capite dunque anche voi che per arrendersi a una donna, c’è voluto un capolavoro indiscusso.

“L’età dell’innocenza” ha come cornice la New York di fine ottocento e racconta la vicenda di Newland Archer, giovane avvocato di successo, che decide di fidanzarsi con May Welland, una ragazza della buona società newyorkese. Tutto sembra andare secondo i piani, fino a quando rientra dall’Europa la contessa Ellen Olenska, cugina di May, che ritorna nella famiglia d’origine dopo un matrimonio naufragato.

I capitoli si susseguono rapidi mostrandoci i sorrisi ipocriti e le finte cortesie in cui si muove la società newyorkese, che rigida e spietata, condanna i modi libertini all’europea della bella Ellen, riducendola al pari di una donna da poco. L’unico a mostrarsi sincero e a difenderla contro tutti è Newland che ha l’occasione di conoscerla a fondo e frequentarla in maniera lecita, per via delle questioni legali della separazione.

Newland approva i comportamenti emancipati e anticonformisti di Ellen, soprattutto il suo modo schietto di relazionarsi, cosa che manca alla docile moglie May, assoggettata alle convenzioni e al perbenismo ipocrita. E grazie ad Ellen, Newland è il solo a rendersi conto dell’orrenda finzione in cui tutti sono costretti a vivere, pur di non essere emarginati dai circoli blasonati. La passione che nascerà tra i due sarà violenta e devastante, per l’impossibilità di essere coltivata senza che altri membri della famiglia abbiano a soffrirne.

Lo stile del romanzo è fluido e spedito, le descrizioni ben dosate; diversi passaggi sono di grande suggestione, la Warton critica aspramente l’ottusa società newyorkese, dove nel matrimonio conta solo la facciata e l’importante è salvare le apparenze.

Ecco come si stente Newland quando rientra in casa dopo aver passato il pomeriggio in compagnia di Ellen:

«Il sapore delle solite cose era come cenere nella sua bocca, vi erano momenti in cui si sentiva come sepolto vivo sotto il suo futuro.»

Un romanzo amaro in cui si dibattono gli eterni opposti, il desiderio di essere accettati in società e il fuggire le odiose convenzioni o ancora il dilemma se assecondare le proprie emozioni o lasciare irrealizzato il sogno. Straordinario il finale, con l’ultimo capitolo che si svolge a Parigi, ventisei anni più tardi.

Nel 1993 dal libro è stato tratto l’omonimo film, con Michelle Pfeiffer, Daniel Day-Lewis e Winona Ryder nei ruoli principali, sotto la regia di Martin Scorsese, film con ottimo giudizio di critica e che ottenne 5 nomination al Premio Oscar.

Buona lettura da @fg_bookish_life e alla prossima!

Edith Wharton, L’età dell’innocenza, 1920
Genere: critica sociale, emancipazione
BUR (323 p.)