Un libro a colazione #27

Un libro a colazione #27

Storia di un anello con smeraldo dagli strani poteri…

Chi conosce i miei gusti letterari sapeva in anticipo che prima o poi vi avrei portato fino a lui, dove lui è Saul Bellow (1915-2005), premio Nobel 1976, lo scrittore moderno più vicino al mio cuore. Autore di smisurato talento e di grande raffinatezza culturale, ha toccato in profondo il mio cuore di lettrice. Ho letto tutti i suoi romanzi, mi piace il suo modo ironico di raccontare la vita come eterno pasticcio, dai suoi romanzi scaturiscono domande esistenziali, dubbi e riflessioni più di quanto una mente normale possa incamerare, tanto che a mio parere non basta una sola ‘passata’ per comprendere a fondo ognuno dei suoi romanzi.

Per far conoscenza con questo esplosivo scrittore vi consiglio di partire con una “piccola dose”, ad esempio questo romanzo breve, dal titolo LA SPARIZIONE, incentrato sulla scomparsa di un anello con smeraldo.

La proprietaria del gioiello è Clara Velde, giornalista newyorkese in carriera, sempre elegante e ben vestita, con tre figlie e altrettanti matrimoni, mentre il fautore del dono è Ithiel, un suo ex fidanzato, anche lui poco fortunato poiché al quarto matrimonio fallito.

Scopriamo quindi che Clara, nonostante i tre mariti e chissà quanti regali, è ancora legatissima al suo “fidanzato storico” e in particolare all’anello che lui le regalò anni prima, emblema del sentimento che ancora li lega.

Con pochi rapidi tocchi Bellow tratteggia la protagonista del romanzo, la sua forza di carattere, la sua determinazione e la sua energia che pare venire meno dopo la sparizione dell’anello, come se ad esso fosse legato il potere del suo successo professionale e individuale.

Conosciamo Clara attraverso le sue confidenze con l’amica Laura, le sedute dal suo analista e le conversazioni con Ithiel. La loro relazione continua sotto le spoglie di un’amicizia profonda e sincera, sembra quasi che Clara abbia amato un unico uomo, quello che non l’ha sposata.

Terza figura del romanzo è Gina, la baby-sitter austriaca molto apprezzata da Clara, legata però a un tipo balordo. Più non vi posso raccontare, il romanzo è talmente breve che non è opportuno svelare altri particolari.

Queste cento pagine bastano già al lettore per capire la bravura di Saul Bellow nell’osservare e dipingere le vicende umane con l’ironia tagliente che sempre lo contraddistingue. A proposito di suo marito Clara dice: “Padre affettuoso finché le bambine non gli danno noia”.

Scrittore di infinite risorse stilistiche e di abilità letterarie fuori dal comune, Bellow ha creato una storia con il suo marchio inconfondibile, dando voce a ogni fluttuazione di pensiero dei suoi personaggi, in cerca della felicità o almeno di qualcosa che possa colmare il loro vuoto interiore. Ho amato molto la storia d’amore tra Clara e Ithil, bizzarra e nello stesso tempo intrisa di tenerezza, lui che la conosce a tal punto da indovinare ogni sua necessità e lei che non perde occasione per stuzzicarlo con affermazioni del tipo: “dopo sette matrimoni falliti potremmo provarci, non credi?”.

Bellow non ha mai nascosto il fatto che molte delle “immondizie matrimoniali” dei suoi romanzi vengano da esperienze autobiografiche, ha avuto cinque mogli, con altrettanti alimenti da gestire, quindi ne ha da raccontare. Permettetemi un gossip da Novella 2000, senza alcuna ombra di giudizio: l’ultima moglie era una sua studentessa.

Ogni volta che leggo un romanzo di Bellow rimango meravigliata per la profondità dei contenuti, la freschezza dei personaggi, l’originalità delle storie e le trame quasi inconsistenti, su cui ricama l’affresco della società moderna, gli umani in preda a paranoie e grandi nevrosi, le loro vite, le nostre vite, tragiche e comiche nello stesso tempo.

Buona lettura da @fg_bookish_life e alla prossima!

Saul Bellow – La sparizione
Titolo originale: A Theft, 1989
Genere: esistenziale, introspezione psicologica

Mondadori Editore (110 p.)