Un libro a colazione #28

Un libro a colazione #28

Venite con me, vi porto nell’Olimpo degli scrittori a conoscere Faulkner

Prima o poi dovevamo arrivare qui, nell’Olimpo degli scrittori. Signori vi presento William Faulkner (1897–1962), Premio Nobel 1949, l’uomo che ha spezzato i cardini del romanzo tradizionale e che ha creato uno stile innovativo: grande utilizzo del “flusso di coscienza” con periodi lunghissimi senza alcuna punteggiatura e soprattutto una cura meticolosa nella scelta delle parole.

I libri di Faulkner richiedono pazienza e dedizione, titoli come “L’urlo e il Furore” o “Mentre morivo” li consiglio solo a lettori allenati ed esperti, come si dice per le escursioni in montagna. Stamattina ho scelto per voi qualcosa di più facile che è “LE PALME SELVAGGE”, perché ritengo sia l’opera giusta per avvicinarsi a questo immenso maestro.

Il libro, in verità, è l’alternanza di due storie, che, ve lo dico subito, non si incontrano mai e possiamo dunque considerarlo due romanzi distinti. Le due vicende sono raccontate a capitoli alterni, potete anche leggere prima tutti i capitoli pari e poi i dispari, se non volete “mischiare” le due storie, a voi la scelta.

La prima delle due vicende intitolata “Palme selvagge” (che dà anche il titolo al romanzo), è la storia di Charlotte e Wilbourne, due amanti in fuga alla ricerca di una felicità talmente radicale e utopistica che li poterà all’autodistruzione.

La seconda vicenda, intitolata “Il vecchio”, racconta di un detenuto che si ritrova libero per un’evacuazione forzata del carcere, a seguito dell’inondazione del Mississippi, e in una drammatica lotta con le acque, decide di salvare una donna incinta, rinunciando alla facile evasione.

I due racconti viaggiano su binari paralleli e si danno alternativamente il cambio, se li leggete in sequenza la sensazione è proprio quella di leggere due romanzi in contemporanea. Pur differenti nelle situazioni di spazio e di tempo, i due racconti non sono affatto slegati e si richiamano l’un l’altro in vari modi.

Sono molte le relazioni che hanno solleticato la mia immaginazione durante la lettura: le acque furiose e montanti del Mississippi trovano il loro gemello nel vento sferzante che sconquassa le palme selvagge; il vagare sterile della barchetta dallo strano equipaggio sbattuta tra le acque turbinose è analogo al pellegrinaggio dei due amanti che cambiano di continuo case e città nella folle paura di diventare “coppia normale”; il senso della libertà così marcato che aleggia nelle due vicende; le due donne protagoniste dei racconti entrambe in stato di gravidanza; lo sconcerto dei due uomini, impreparati di fronte all’evento maternità; la spirale degli eventi in cui vengono risucchiati.

In questo libro c’è tutto l’universo Faulkner, l’originalità della struttura narrativa, la potenza del linguaggio, il destino degli uomini messi costantemente alla prova e il “timbro biblico”, così caro allo scrittore, che innalza le vicende a simboli universali.

Buona lettura da @fg_bookish_life e alla prossima!

William Faulkner – Le palme selvagge
Titolo originale: The wild palms, 1939
Genere: esistenziale, introspezione psicologica
Adelphi Editore (298 p.)