Verso il derby #2. La batosta del dicembre 1942

Verso il derby #2. La batosta del dicembre 1942

Nella seconda puntata che vuole ripercorrere la storia del derby umbro, lunga ben 89 anni e ricca di episodi e scontri leggendari, ci soffermiamo un attimo sugli scontro degli anni ’40. il calcio a quel tempo era probabilmente l’ultimo dei problemi della società italiana e regionale: le squadre fasciste spadroneggiavano un po’ ovunque, la guerra alle porte, e poi diventata dolorosa realtà fuori e dentro i confini, straziava il tessuto sociale; il calcio non si fermava e per la gente, che cercava nel tifo quel poco di sana passione che ancora poteva guidare gli animi, rappresentava una “cura” formidabile. Erano gli ultimi tempi del grande Bologna, del primo scudetto romanista e da lì a poco sarebbe iniziata l’epopea del mitico Torino, passato alla leggenda per lo schianto di Superga. 

Le due rivali umbre, a quel tempo, militavano in serie C e quel decennio si aprì con una doppia sconfitta in trasferta per i biancorossi: un 3-2 in Coppa Italia e un 1-0 in campionato, a cavallo tra il 1940 e il 1941, furono il presagio per l’inizio di un lunghissimo periodo buio per i Grifoni, i quali riusciranno a rivedere la vittoria a Terni in campionato solo negli anni 2000 (diverse invece le amichevoli vinte sul campo “nemico”).

La peggiore sconfitta avvenne domenica 13 dicembre 1942 quando con un secco 5-1 “un Perugia in tono minore viene travolto nella ripresa dalla capolista del girone”: le due squadre scesero in campo con i seguenti undici

TERNI – Ukmar; Caldarulo, Perscini; Bruscantini, Del Guerra, Ancillotti; Maran, Cioni, Ostroman, Lippi, Dentuti.

PERUGIA: Malerbi; Castellani, Nebbia; Barcella, Franchini, Alberti, Lazzarini; Ricci, Galassi, Masciolini, Roselli.

Tempi e moduli erano ben differenti da oggi, con il “sistema Chapman” che andava per la maggiore e che un po’ in giro per tutta Europa vedeva i 5 attaccanti formare una W davanti davvero micidiale: quel giorno però qualcosa si inceppò e il possibile aggancio in classifica si trasformò in allungo e primato in classifica per i rossoverdi che potevano vantare un attaccante del calibro di Ostroman (119 reti in 169 presenze). La delusione sulla stampa è tanta e tuttavia si cerca anche qualche vano tentativo di giustificazione:

“Cinque reti sono troppe per una squadra come il Perugia, che vanta un sestetto difensivo solido e ben affiatato. La colpa, diciamolo subito, non è di nessuno perchè anche se qualche atleta perugino ha girato a vuoto, ha cincischiato, tuttavia ha sempre avuto un pizzico di volontà dimostrando che la scialba prestazione che forniva era dovuta solo a cattive condizioni di forma. […] Nel suo gioco d’insieme questo Terni capolista, questo Terni che punta al salto verso la superiore categoria non è irresistibile”

Una visione tutt’altro che neutrale. Il tifo, giusto appena appena percettibile in queste righe, lascia spazio alla delusione qualche riga dopo. 

“E’ finita un po’ male questa partita che polarizzava l’attenzione di gran numero di tifosi per due ragioni: la classifica e il campanile”. 

Terni vincerà facile quel campionato di Serie C, con il Perugia che arriverà quarto staccato di 7 punti.

La guerra che imperversava fece rincontrare le due formazioni solo nel ’47, stavolta in Serie B, ma le gioie per i biancorossi stentavano ad arrivare: per due campionati cadetti di fila, infatti, i rossoverdi si imposero per 1-0 (marzo e ottobre 1947), poi in serie C per 3-1 nel ’49. Il Grifo tornò a fare punti a Terni solo sul finire del decennio , impattando per 1-1 il 18 dicembre ’49: quello del pareggio sarà anche il miglior risultato ottenuto in tutti gli anni ’50 (in tutto 4 volte, 3 volte 1-1 e una volta 2-2).

Cronaca del derby da “L’assalto di lunedì 14 dicembre 1942”