Vicenda COOP. PM: non fuggire, ma aiutare il rilancio

Vicenda COOP. PM: non fuggire, ma aiutare il rilancio

Entrata a gamba tesa di Proposta Marsciano sulla vicenda Coop-L’ARCO : il 1° novembre era uscita un’intervista sul Corriere dell’Umbria in cui Giorgio Raggi, presidente del Consiglio di Sorveglianza Coop Centro Italia, spiegava le ragioni del contendere intorno alla vicenda del punto Coop di Marsciano. Si faceva allora riferimento agli investimenti fatti dal gruppo nella costruzione del Centro Commerciale di Piazza Karl Marx e si contestava, al contempo, l’amministrazione comunale che negli anni, avrebbe dirottato l’attenzione sul quartiere di Ammeto, col risultato di rendere fallimentare la gestione dello stesso punto vendita. Per ripianare le cose, a mò di indennizzo, si chiederebbe la creazione di un nuovo polo commerciale proprio nella zona di Ammeto, con conseguenti (e necessarie) deroghe al PRG; altrimenti si paventerebbe la possibilità di chiudere baracche e burattini, scelta che creerebbe non pochi problemi.

Proposta Marsciano a questo punto chiede perchè non ci sia stato un colloquio, da parte dello stesso Raggi, “con i rappresentanti istituzionali del Consiglio Comunale e degli altri operatori economici per esaminare le problematiche nel suo complesso, analizzare i motivi che lo stanno mettendo in crisi, e cercare, tutti insieme, una soluzione” per il rilancio del punto vendita. L’attenzione del consiglio direttivo di PM è più forte poi sulla questione lavoro e servizi: “l’approvazione di una ulteriore superficie commerciale oltre quella già prevista presso la lottizzazione Briziarelli porterebbe una ulteriore fuga dal Centro Storico, con gravi conseguenze sia sul piano economico che identitario”. Verrebbe di fatto meno un servizio necessario per il centro del paese che, con l’apertura di nuovi poli in periferia, ricadrebbe nel mortorio che si sta cercando di scongiurare da anni. Ma ancor più pressante è la richiesta di ponderare bene le scelte perchè “la minaccia di mettere in mobilità i dipendenti e di chiudere il centro di distribuzione […] non fa certo onore ad un’azienda come la COOP da sempre attenta ai bisogni dei cittadini”. “Anche sulla questione occupazionale pensiamo che il saldo non potrà che essere negativo; alla apertura di alcuni punti vendita ad Ammeto corrisponderà necessariamente la chiusura di altri, ARCO compreso”. Disservizi, disoccupazione e degrado sarebbero a quel punto irreversibili, secondo PM.

Proposta Marsciano chiede quindi un ripensamento sulla strategia da adottare: niente deroghe a PRG, piani attuativi e regole vigenti: “queste, una volta stabilite, devono essere rispettate”. Reinvestire su quello che si ha sarebbe più produttivo e creerebbe meno scompensi al paese: il consiglio è quello di non fuggire, ma di aiutare a creare le giuste sinergie affinchè L’ARCO possa essere meglio gestito e dare le giuste soddisfazioni.