Vincolo paesaggistico addio: l’atto è stato sospeso, a breve un incontro

Vincolo paesaggistico addio: l’atto è stato sospeso, a breve un incontro

“Da una verifica delle norme che sovraintendono le dichiarazioni di notevole interesse pubblico e la loro trasformazione in vincolo è emerso che il vincolo paesaggistico ha cessato i propri effetti nella data del 5 dicembre 2015”.

Così il sindaco di Marsciano, nell’ultima seduta del consiglio, ha informato il massimo consesso comunale sugli ultimi sviluppi di una vicenda che tiene banco da mesi: il vincolo paesaggistico imposto dalla Sovrintendenza sulla zona nord del comune.
Provvedimento per il quale sembra ora esserci stata una svolta dal punto di vista normativo.

La promulgazione da parte del Ministero, che sarebbe dovuta arrivare attraverso un decreto, non c’è infatti stata. E ciò potrebbe aprire prevedibilmente nuovi scenari per il territorio marscianese, interessato da un provvedimento che sin dall’inizio ha aperto uno scontro serrato tra gli stessi enti interessati.
Una disputa che ha coinvolto anche l’associazione Contado di Porte Eburnea, parte attiva nella vicenda, schieratasi apertamente in favore del vincolo stesso, oltre ovviamente ai cittadini, che si sono mobilitati e alle varie componenti politiche che hanno manifestato le rispettive posizioni sul provvedimento.

Un’area vasta quella interessata dal vincolo, che comprende soprattutto la frazione terremotata di Spina, ma in totale una porzione di territorio di 50 chilometri quadrati, pari ad un terzo dell’intero comune, andando a toccare tutta la zona nord, a partire dall’abitato di Morcella fino a Castiglione della Valle.

Resta ora da capire cosa succederà alla luce di questa novità, rappresentata dalla perdita di efficacia del provvedimento, avvenuta quindi il 5 dicembre. 

“Tutti i progetti inviati dopo quella data – ha spiegato ancora il sindaco – in accordo con la stessa Sovrintendenza, saranno riacquisiti dai nostri uffici e sottoposti a nuova valutazione ed eventuale autorizzazione. E l’obiettivo diventa ora quello di cercare soluzioni che riconducano il tutto all’interno del piano paesaggistico regionale, proprio come è avvenuto ad esempio per regioni come la Toscana e la Puglia. Piano paesaggistico che tra l’altro sembra oggi avere tutte le carte in regola per essere redatto.
Nei prossimi giorni ci sarà tra l’altro una riunione per adottare una sorta di provvedimento ponte che garantisca una tutela al territorio, magari limitata a provvedimenti di natura specifica, non in contrasto con le norme urbanistiche del piano regolatore. Se si dovesse compiere questo percorso, il Comune potrà essere disponibile anche a ritirare i ricorsi fatti al Tar: Ricorsi che, voglio ricordare, hanno sempre come motivazione di fondo per una amministrazione pubblica, la necessità di difendere il contenuto dei propri atti e nel nostro caso specifico proprio del piano regolatore. Da qui al 4 maggio, data del pronunciamento del Tar, ci sarà modo di capire l’evolversi della situazione ed eventualmente per ritirare sia il nostro ricorso che quello della Regione”.