Vincolo paesaggistico, oggi la prima udienza, il Sindaco spiega i motivi del ricorso

Vincolo paesaggistico, oggi la prima udienza, il Sindaco spiega i motivi del ricorso

Oggi il Tribunale Amministrativo Regionale ha fissato la prima udienza riguardo al vincolo paesaggistico che la sovrintendenza ha posto sul territorio nord del Comune di Marsciano; probabilmente in questo primo incontro il giudice riuscirà ad ascoltare le varie posizioni per poi rimandare la discussione ad un’altra seduta, è molto difficile che già oggi arrivi un giudizio.

Il Comune di Marsciano e la Regione Umbria si sono schierati contro questo vincolo, ecco qui di seguito la presa di posizione del Sindaco Alfio Todini.

“La proposta di vincolo esordisce parlando di un territorio “sostanzialmente ben conservato ed equilibrato”. La stessa Sovrintendenza quindi smentisce la lettura che si vuol dare di un territorio sottoposto ad aggressione cementizia. Lettura che appartiene a qualche sparuto portatore di interesse privato e a qualche forza politica che la usa per ragioni di altra natura.

Tali forzature sono ad uso e consumo di un punto di vista nato nei salotti di qualche facoltoso possidente che non ha mai inteso fare della sua proposta oggetto di pubblico dibattito, preferendo la via del rapporto personale all’interno di uffici e strutture pubbliche.

Il vincolo nasce, infatti, su richiesta di una associazione (Contado di Porta Eburnea) della quale solo ora la gran parte dei cittadini marscianesi apprende l’esistenza.

Nella ricostruzione che fa l’Avv. Pagliacci mancano (volutamente o per ignoranza?) molti passaggi.

Ne cito solo alcuni (desumibili da atti ufficiali):

  1. Il nostro Comune, con Perugia e Piegaro, ha sempre dichiarato la propria disponibilità ad agire di concerto con la Sovrintendenza per individuare nel territorio particolari ambiti meritevoli di maggior tutela. Proposta ignorata.

  2. Pochi mesi fa, abbiamo approvato un nuovo Piano Regolatore Generale con il parere positivo della Sovrintendenza stessa, accogliendone tutte le osservazioni. Poi, poche settimane dopo, lo stesso Gizzi firma una proposta di vincolo, che il suo predecessore non firmò, che di fatto rende inattuabile quello stesso PRG.

  3. Con la Regione, abbiamo più volte chiesto di evitare atteggiamenti di comando invitando la Sovrintendenza a concertare il tutto all’interno del nuovo Piano Paesaggistico Regionale, cooperando come si fa tra istituzioni. Ignorati.

Solo un approccio “provinciale” poi può esaminare tale vicenda isolandola da quanto sta avvenendo a causa del nuovo Sovrintendente. In molte città umbre infatti (Perugia, Spoleto, Città di Castello, Terni, Narni ecc. ecc.) vengono bocciati progetti già approvati e finanziati, ribaltando precedenti pareri espressi dalla Sovrintendenza stessa.

E’ vero, parlando di ricostruzione, che sono state rilasciate le autorizzazioni per il PIR di Spina. Ma è altrettanto vero che si è contraddetto un precedente parere della Sovrintendenza (del 2013) e che, tali autorizzazioni, sono talmente zeppe di prescrizioni, molte di difficile interpretazione e attuazione, da causare un ritardo di mesi nella partenza di lavori che potevano già essere in fase di avvio. E parliamo non solo di un bene da proteggere e riqualificare, ma anche, col permesso di “lor signori”, del diritto di rientrare nelle proprie case da parte di chi le ha dovute lasciare a causa di un terremoto. Persone che non vanno prese in giro sbandierando, furbescamente, un “nulla osta” che è un percorso ad ostacoli e che arriva a progettazione conclusa dopo due anni di lavoro in stretto contatto con la precedente gestione della Sovrintendenza stessa.

Il vincolo è un atto fuori misura per dimensioni e regole previste per decine di kmq di un territorio tipico umbro. Regole basate su un principio di intervisibilità tra i suoi crinali che non ha precedenti e che, per coerenza, di crinale in crinale, dovrebbe portare a vincolare almeno tutta l’Umbria. E che avrà ricadute pesanti, per esempio, sul nostro comparto agricolo nella fase di avvio del nuovo Piano di Sviluppo Rurale.

Ma davvero ci si vuole far credere che tutto questo accade perchè c’era un rischio di aggressione del territorio avendo, giova ripeterlo, appena approvato un PRG col parere favorevole della Sovrintendenza e avendone accolte tutte le prescrizioni?

Noi abbiamo un’altra idea di rapporto tra istituzioni. Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a collaborare e, come tante città umbre, abbiamo ricevuto per risposta atti unilaterali e dannosi. La cosa è sul tavolo del Ministro Franceschini. E’ ora che giunga un segnale che ristabilisca un equilibrio saltato non per nostra responsabilità. E ciò aldilà di quanto il TAR deciderà in questa prima fase”.