“Zemanlandia” è già qui

“Zemanlandia” è già qui

Solo un’inaspettata vittoria ha “sporcato” il percorso quasi netto (di sole sconfitte) della squadra “La Cantinetta”

LA SQUADRA. La Cantinetta è una squadra multiculturale e (quasi) monocromatica: i giocatori, originari di Gambia, Senegal, Nigeria, sono tutti richiedenti asilo e risiedono nelle strutture di Rotecastello e Civitella dei conti. Il club partecipa al torneo Ifa e fin qui ha giocato le partite nell’impianto di Castiglione della Valle: il trasferimento definitivo al nuovo campo in sintetico del capoluogo, si spera, porterà nuova verve alla squadra.

Di certo piacerebbe molto a Zeman (che ha rifiutato la proposta di ingaggio, ha da fare), visto che tranne un paio di giocatori e il portiere, vorrebbero tutti giocare solo in attacco, massimo centrocampo, comunque da metà campo in su.

Morale: squadra sbrindellata, disomogenea e bucherellata, segna molto ma subisce di più. Una caterva di gol.

IL CAMPIONATO. Sotto la severa guida di mister Luca Cardinalini fin qui, una sola partita vinta e una persa male. Pareggi? Macchè: le restanti quattro solo disfatte. In compenso la squadra può contare sul capocannoniere del torneo, il mitico Souleymane Gassama, che “meriterebbe altri palcoscenici”, come si dice in questi casi. E invece resta – spera il club – su questo.

IL “CALCIOMERCATO”. Già perché la campagna acquisti (e cessioni) la fanno il Viminale e la questura, specie con il decreto sicurezza bis: chi termina i programmi di accoglienza, viene “ceduto” ad altri club (sprar).
O alla strada.
O al mondo.
Come l’ottimo Bubacarr – uno dei rari difensori della rosa – trasferitosi nel mercato invernale a Terni (ma torna per giocare ogni volta).

UN 2020 ALLA GRANDE. Dopo la lunga sosta natalizia (come nei campionati del nord Europa), il torneo è ripreso lunedì 20, contro la temibile “Non esco di rado”. Un solo tempo in panchina per mister Luca, altri impegni lo chiamano. C’è fiducia nel gruppo, tanta da lasciare le redini della squadra al vice-vice-allenatore Abdou: “Vai pure, ci penso io, tu sei troppo tattico, io li faccio giocare all’africana” sentenzia.
45 minuti dopo un messaggio per sapere com’era finita. Risposta stringata: “4-1, ma abbiamo giocato benissimo”. Dove quel “ma” fa tutta la differenza del mondo. Sentenza.
La prossima si gioca contro il “Bagi’s”, mercoledì 29 alle ore 21,30.
C’è già grande fiducia.

SE MAGNA… La vera notizia arriva adesso. In fondo. Contro ogni criterio giornalistico, perché chi si è appassionato ed è incuriosito dalla storia, dalla squadra, dagli uomini sarà arrivato a questo punto. Per venerdì 31 gennaio è stata organizzata una cena: il modo più semplice per stare insieme, conoscersi oltre il campo e dare una mano. L’ufficio stampa della squadra (si vabbè…) fa sapere che chi vuole, prenotando, “potrà dare un grande aiuto ad un progetto messo in piedi in fretta. Un menu prevede piatti italiani, l’altro africani. Ci saranno anche tutti i giocatori disponibili per interviste e autografi (e selfie, certo, come si usa)”.

“L’appuntamento è per l’ora di cena (le 20, in linea di massima) al verde di Via Larga. Intervenite numerosi, soprattutto perditempo”.